LEGO Rock Band - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Lunedì 28 Dicembre 2009 14:33

LEGO Rock Band - Review Xbox 360

 

"In principio Harmonix creò Rock Band, un titolo decisamente poco incline a soddisfare i delicati gusti musicali dei giovanissimi e degli over 40.

Passarono due lunghi anni, prima che venissero terminati i lavori su di un progetto fondato stavolta sulla constatazione che sì, anche all'interno del resto della popolazione, lontana per un motivo o l'altro dalla tempesta ormonale tipica del periodo adolescenziale, batteva un cuore dall'anima trasgressiva.

Ma c'era bisogno di un rhythm game differente dagli altri, per loro, in grado di saper condurre in una dimensione sonora senza barriere culturali, fatta di pop rock e pop corn."

Quella dimensione, secondo i piani di Traveller's Tales, poteva essere realizzata solamente associando un impianto ludico consolidato come quello del titolo musicale Electronic Arts ad un brand forte, immediatamente riconoscibile dalle mamme e dai papà di tutto il mondo, un marchio che, senza dubbio alcuno, riuscisse da solo a certificare la qualità dell'opera digitale.
Nasce LEGO Rock Band, storia di un successo commerciale annunciato.

 



"Passarono i giorni e quella candida bestia chimerica, sostenuta e nutrita da un colosso quale Warner Bros, diventava sempre più grande e possente. La creazione cominciava ad assumere dimensioni quantomeno insperate, andando ad attingere da una tracklist tanto variegata, quanto decisamente inedita nella sua composizione."

The Final Countdown, Crocodile Rock, Walking on Sunshine ed In Too Deep nello stesso gioco: qualcosa non quadra.
Nel bizzarro calderone attrezzato dai coder inglesi per forgiare l'anima del titolo viene convogliato un po' di tutto, comprese tante canzoni di cui, a conti fatti, avremmo fatto volentieri a meno. Un maggior numero di successi internazionali avrebbe sicuramente alimentato meglio quella sensazione di accessibilità che pervade la produzione tutta.

"Dopo aver raggiunto un congruo numero di tracce, il Demiurgo d'Oltremanica decide così di dirigere la propria attenzione sulla fondazione delle meccaniche ludiche primarie, trasponendo nella nuova opera quanto di buono realizzato col capostipite della serie, introducendovi qualche modifica in maniera tale da soddisfare la più ampia fetta di consumatori possibile."


 

In questo modo, quindi, vengono conservate la precisione e la leggibilità delle varie sequenze musicali dell'originale, e ci pensano un livello di difficoltà sensibilmente più basso, oltre alla presenza di un'opzione per automatizzare la grancassa della batteria e ad un sistema di rientro in gioco a seguito dell'azzeramento della barra del rock sensibilmente più abbordabile del precedente, ad allietare e a soddisfare le esigenze di grandi e piccini, inesperti e veterani.
La naturale inclinazione del titolo Traveller's Tales a placare le velleità musicali di gran parte della popolazione giocante fa sì che LEGO Rock Band sia sensibilmente meno arduo di qualsivoglia concorrente, Band Hero incluso.

"Poiché in due anni Traveller's Tales realizzò la tracklist, la grafica, i controlli e tutto ciò che è in essi, si riposò l'ultimo giorno".

Fece male, innegabilmente. Dimenticatevi infatti di ogni modalità multiplayer online: non esiste nel mondo mattonato brandizzato LEGO. Oltre alla Carriera, decisamente lunga e ben realizzata, e alla possibilità di organizzare una rock session a patto di avere altri tre amici disposti a suonare altrettanti strumenti differenti, infatti, poco o nulla è stato fatto nel tentativo di prolungare una longevità che, sebbene non possa venir considerata certamente insufficiente, non riesce ad assestarsi sugli standard piuttosto elevati mostrati dai capitoli regolari della serie. Fortunatamente, la possibilità di scaricare canzoni extra direttamente dall'emporio musicale scongiura la possibilità che il gioco cada troppo presto nel dimenticatoio.

 

 

 

 

Commento Finale

LEGO Rock Band poteva essere molto di più. Limitato da una tracklist a tratti poco incisiva e conosciuta, così come dalla completa assenza del multiplayer online, l'ultimo titolo di Traveller's Tales non riesce a porsi in evidenza rispetto ad altri rhythm game decisamente più meritevoli di attenzione.

Consigliato soprattutto a coloro i quali cercano sane dosi di divertimento senza ricercare profondità e sofisticheria ad ogni costo.

74/100

 

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