Forza Motorsport 3 - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Sabato 07 Novembre 2009 17:36

Forza Motorsport 3 Recensione

 

La democrazia, finalmente.

Il pilota entra nel mondo di Forza Motorsport 3, calorosamente accolto un un ambiente digitale tendenzialmente adornato di bianco. E' spaesato, perché davanti a lui si parano una quantità industriale di scelte, traduzioni giocose di altrettante possibilità ricreative.

Potrebbe scegliere di passare sei stagioni della sua esistenza correndo da una parte all'altra del globo terracqueo nel tentativo di assicurarsi fama e danaro, oppure decidere di bighellonare con le centinaia di eventi progettati da Dan Greenawalt ed il suo straordinario team di sviluppo. O forse no.

Contempla di andare a vedere cosa combinano i suoi simili, le altre milioni di persone che, come lui, si sono assicurate il diritto di entrare in una dimensione altra, in cui la passione per l'auto è l'unico punto di riferimento. Si avvicina così all'uscio che conduce alla sezione multiplayer, strabuzzando gli occhi e, Moccia lo perdoni, reggendosi la mascella oramai arrivata a tre metri sotto il terreno.

Un'immensità di possibilità differenti lo invitano a giocare, tante piccole sirene lo tentano col loro canto soave, cede. Accetta di mettersi in lotta col mondo fuori, ed è in quel momento che perde il suo centro di gravità, oltre che la bussola. Si incarognisce per le sconfitte, palesando meraviglia per i paesaggi da sogno in cui si immerge, gioisce per i trionfi.


Conosce nuove persone, capaci di dedicare a questi mostri metallici ore ed ore del proprio tempo, instancabilmente riverenti a Sua Maestà la Macchina, inizia ad immergersi in tutta una serie di feature apparentemente secondarie che, legate a doppio filo col quid ludico del titolo, contribuiscono a rendere Forza Motorsport 3 quell'ideale luogo di ritrovo che gli appassionati delle quattro ruote attendevano da tempo.

Sicché comincia a progettare livree, a creare assetti, a cincischiare con l'obiettivo della fotocamera virtuale, regolando messa a fuoco, colore, contrasto ed un'altra decina di funzioni diverse solo per immortalare l'immagine perfetta, inizia a catalogare certosinamente, nella propria memoria di massa, i replay dei suoi migliori trascorsi giocosi nel poco velato intento di condividere tutto con i propri amici e con la comunità intera.

Si precipita nella propria vetrina, qualche secondo e il contenuto selezionato è online affinché chiunque possa accedere a tale spazio espositivo per commentare, giocare e fantasticare sullle divagazioni velocistiche vissute in prima persona dal pilota virtuale.

Il tempo passa, ed il guidatore si rende conto di come anche le classifiche rappresentino una buona fetta dell'impianto ludico di questo spazio virtuale. Basta collaborare. Sventolando bellamente il guanto di sfida, entra in una FXX e decide di proiettarsi a velocità folle sulle segmentate strade di New York.

Seleziona la nuova visuale dal cockpit, che non raggiunge i livelli di dettaglio feticistico mostrati in Need For Speed: Shift, e parte. Prima, seconda, il cambio chiede pietà. Terza, quarta, chicane velocissima e inchiodata secca, efficacissima, supportata dall'instancabile ABS. E poi via, verso il record. Poche ore, ed il suo nome, che prima compariva in cima alle leaderboard, fatica a restare fra le prime cento posizioni.



Perché, alla stregua dei predecessori, Forza è anche competizione. Sfide all'ultima staccata, gare di accelerazione, competizioni di drift, il paradiso dei nerd e, contemporaneamente, dei casual. Ogni partita può essere infatti adattata al livello dei partecipanti alla mensa del racer: basta attivare il freno automatico, e chiunque riuscirà a terminare la gara in buona posizione, coadiuvato (soltanto in singleplayer, per ovvie ragioni) dalla possibilità di sconfiggere l'incessante scorrere del tempo mediante la semplice pressione di un pulsante deputato a riavvolgere i flussi cronologici, nella beata speranza di non ripetere quell'assurdo, devastante errore che, negli altri capitoli del franchise Microsoft, avrebbe rappresentato sconfitta certa.

A meno che, parallelamente, non vengano disattivati pure i danni, realisticamente modellati e visualizzati in maniera decorosa, ma il pilota non accetta compromessi: pretende il realismo a tutti i costi. E così adora la rinnovata fisica di gioco, ancor più curata che in passato, ma anche meno schizofrenica, maggiormente accondiscendente, permissiva ma non troppo.

Laddove nell'episodio precedente i pneumatici sarebbero andati in crisi, ora la rinnovata aderenza consente di azzardare traiettorie maggiormente aggressive senza dover maledire, ad ogni ripresa, il rigoroso modello matematico che comunque sottintende ancora tanto il comportamento delle ruote quanto quello dei veicoli nella loro interezza.

Ed è quando si libera del timore di finire fuori pista o, peggio ancora, accartocciato al guard rail, che gli occhi del pilota hanno anche la libertà di contemplare la sfolgorante veste grafica che contraddistingue l'ultima creatura di Turn 10. Grazie all'incredibile solidità di un frame rate inchiodato sui 60 fps, l'orgia di colori e poligoni che passa dinnanzi alle sollecitate retine del giocatore viene vissuta con rinnovato ardore.



In particolare, gli algoritmi che si stagliano dietro alla riproduzione degli effetti di luce sembrano finalmente regolati da una regia sapiente, da una direzione artistica che, similmente a quanto avviene in Gran Turismo, mette in risalto le centinaia di chilometri guidabili, distriubiti lungo decine di piste differenti.

Tracciati esteticamente non proprio particolareggiatissimi come Road Atlanta risplendono sotto l'avvolgente luce di un sole al tramonto, altri ancora, Suzuka su tutti, traggono vantaggio dal cangiante bagliore della nostra stella di riferimento per rischiarare il manto stradale manco fosse uno specchio, un oggetto riflettente che, fuor di metafora, ripropone digitalmente uno spaccato di democrazia che soltanto Forza Motorsport 3 ha saputo sino ad ora fornire al guidatore binario, concedendogli di vivere, in qualunque maniera, la propria passione per le auto. Come nella realtà.

 

 

Commento Finale

Forza Motorsport 3 è l'unico racing game veramente next-gen sino ad ora pubblicato. Tecnicamente lodevole, giocosamente impeccabile e socialmente innovativo, non vi è ragione alcuna che possa spingervi ad evitare di acquistare questo titolo. Capolavoro.
 

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