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Enslaved - Anteprima

Scritto da Michele Pattone   
Domenica 18 Luglio 2010 12:27

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Nel corso della presentazione italiana, svoltasi negli studi milanesi di Namco-Bandai, abbiamo avuto modo di provare una versione giocabile di Enslaved in versione Xbox 360, il nuovo action game in sviluppo presso Ninja Theory, la stessa software house responsabile di Heavenly Sword.

Per chi ancora non lo conoscesse, il videogioco è un action game ambientato in uno scenario post-apocalittico che ha modificato drammaticamente il corso della civiltà umana: città come New York, che ricopre circa il 25% degli scenari presenti nell'avventura, sono ormai preda di una natura selvaggia capace di rendere le metropoli luoghi simili a giungle abitate da strani robot meccanici.

L'intreccio narrativo, scritto dall'abile penna di Alex Garland (colui che ha realizzato lo script del film “28 Giorni Dopo”), narra le vicissitudini di Monkey e Trip, i due protagonisti del gioco legati a doppio filo l'un l'altra; il primo è il classico eroe chiamato a risolvere con la forza le situazioni più spinose, combattimenti in primis, mentre l'affascinante Trip è il personaggio di supporto, capace di dispensare consigli utili nel corso dell'avventura nonché detentrice di abilità speciali nel risolvere alcuni enigmi come l'aggiramento di sistema elettronici.

L'empatia tra i due è di carattere decisamente poco naturale, visto che la morte di Trip è di per sé capace di determinare la dipartita immediata anche di Monkey, al cui collo la giovane ragazza ha legato un collare esplosivo pronto a saltare in aria qualora venisse abbattuta dai nemici.

Questa convivenza forzata si palesa fin dalle prime sequenze anche dai dialoghi che intercorrono tra i due, nei quali Monkey non manca di punzecchiare ripetutamente la protagonista femminile con frasi dure o smaccatamente sarcastiche; tuttavia con il progredire della storia la relazione diventerà decisamente più amichevole, aprendo scenari impensabili fino a quel momento.

E a proposito di “dialoghi”, va sicuramente registrata una qualità complessiva davvero di primo livello, grazie al raggiungimento di una sinergia ottimale tra motion capture facciale e linguaggio gestuale del corpo nel corso delle animazioni. Sul fronte del doppiaggio la speranza è che la versione italiana, che secondo il responsabile del progetto dovrebbe essere localizzato completamente nella nostra lingua, mantenga l'alto standard della controparte inglese (basti pensare che la voce anglofona che caratterizza Monkey è prestata da Andy Serkis, il “Gollum” del Signore dei Anelli). In caso ciò non avvenisse, dovrebbe comunque essere possibile godere della versione originale settando in inglese la dashboard di Xbox 360.

Sempre in tema di reparto sonoro, la produzione è graziata dalle musiche di Nitin Sawhney, celebre compositore indiano-britannico che aveva curato anche la precedente opera videoludica Heavenly Sword, che riecheggiano (in maniera neanche troppo velata) le musiche apprezzate nell'ultimo episodio di Final Fantasy XIII.

Entrando nello specifico del nostro hands-on, è impossibile non notare la natura multiforme di Enslaved, composto in maniera eguale e uniforme da sezioni di combattimento, platform e puzzle-solving. Le prime richiamano, seppur in forma decisamente più semplificata, quelle già apparse in Heavenly Sword, con il tasto Y del controller adibito ad un attacco forte (ravvicinato) ed il grilletto destro abilitato alla funzione di parata; tramite la combinazione di due tasti (X+A oppure Y+B) è invece possibile eseguire dei focus attack, ovvero azioni offensive capace di arrecare danni maggiori ai nemici anche da una certa distanza tramite armi da lancio, mentre i grilletti dorsali (LB e RB) sono mappati per impartire gli ordini che Trip deve eseguire.

 

 

Sebbene non sia necessario apprendere combo particolari come nel precedente titolo di Ninja Theory, i combattimenti richiedono comunque un discreto approccio tattico spesso snobbato da titoli più spiccatamente hack & slash anche a causa di una certa tenacità offerta dall'I.A. dei nemici e dalla presenza di due barre di status del nostro eroe, di cui una relativa all'energia complessiva ed un'altra indicante la difesa.

Le sezioni platform rappresentano l'altro punto centrale del gioco, e pur non brillando per fantasia ed originalità, risultano comunque piuttosto appaganti e ben inserite nel contesto, anche grazie ad un sistema di controllo automatico di aggancio delle superfici che riduce al minimo gli effetti di frustrazione causati da collisioni imperfette.

Enslaved comunque non si limita solo a questi elementi ludici, aprendo il suo gameplay anche a fasi di esplorazione del territorio: ad esempio nel quinto capitolo ambientato su un (derelitto) ponte di Brooklyn, è stato possibile controllare Monkey a cavallo di una specie di “nuvola magica” che gli consente di spostarsi ad alta velocità sugli specchi d'acqua alla ricerca di alcuni particolari oggetti indispensabili per il proseguo della storia.

E se tutto questo non fosse abbastanza, nel titolo è presente una (estremamente) leggera componente ruolistica: Monkey infatti può migliorare alcune caratteristiche base di combattimento e di esplorazione; ad esempio, ottenendo un certo determinato numero di punti negli scontri, è possibile abilitare una funzione che permette di visualizzare i nemici tramite colori diversi (rosso quando attacca, blu quando si difende) in modo da prevenire meglio le mosse avversarie; oppure è possibile migliorare il raggio e la potenza di alcune armi per causare un maggior numero di danni.

Dal punto di vista tecnico Enslaved è mosso dal motore grafico Unreal Engine di Epic, che tuttavia è usato in maniera piuttosto atipica rispetto ad altre produzioni che utilizzano tale sistema; gli sviluppatori infatti hanno consegnato gli screenshots preliminari ad un artista italiano di comic novel il quale ha dipinto a mano libera creando un effetto “fumettoso”, pur senza ricorrere a nessun effetto di animazione cel-shaded.

Complessivamente il risultato è più che gradevole, e sebbene il titolo non possa rivaleggiare con produzioni quali Uncharted 2 o Gears of War 2 per ricchezza e complessità di dettagli, resta comunque un prodotto di medio (alto) livello.

Le uniche perplessità relative ad Enslaved riguardano la scarsa interattività delle ambientazioni di gioco (difficilmente gli oggetti si distruggono sotto il colpo delle armi) e dalla completa mancanza di una qualsivoglia componente online, fattore questo che potrebbe nuocere alla longevità e rigiocabilità del titolo, formato esclusivamente da 14 capitoli, salvo aggiunte, estremamente probabili, di DLC post-lancio.

Il gioco è atteso, salvo sorprese, il prossimo 8 Ottobre per le piattaforme Xbox 360 e PlayStation 3, ed in questo lasso di tempo la software house inglese dovrebbe essere in grado di “pulire” il videgioco da alcune imperfezioni, assolutamente comprensibili e giustificabili in questo stadio di sviluppo, presenti nel codice visionato.

Torneremo a parlare di Enslaved molto presto, probabilmente già nel corso della prossima edizione del GamesCom 2010, e per il momento vi lasciamo con la nostra intervista realizzata con Tameem Antoniades, co-fondatore e responsabile creativo di Ninja Theory, nella quale si parla tra le tante cose di demo, modalità cooperativa e 3D.

 

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