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Brink - Recensione

Scritto da Valerio Mistretta   
Lunedì 23 Maggio 2011 23:52

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Prodotto da Bethesda e nato dalla mente dei ragazzi di Splash Damage, il 13 maggio 2011 esce Brink: sparatutto in prima persona che si autoproclama la rivoluzione degli FPS. L’impatto iniziale è assai traumatico ma con le ore di gioco si entra nell’ottica di un nuovo modo di fare gli sparatutto.

La rivoluzione è riuscita? Scopriamolo assieme.

 

 

 

 

 

 

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L’intera vicenda di Brink è ambientata nel 2045 su Ark, ultima roccaforte della razza umana dilaniata da un cataclisma globale che ospita la guerra tra la Sicurezza e la Resistenza.

Le due fazioni sono in lotta per il controllo delle risorse rinnovabili che non bastano per tutti; la Sicurezza ha il compito di mantenere l’ordine, mentre la Resistenza vorrebbe usare le risorse residue per lasciare la città e cercare altri superstiti. Vestiremo quindi i panni di un cittadino di Ark nel bel mezzo della guerra civile, e dovremo decidere se combattere con la Resistenza per fuggire dalla città o unirci alle forze della Sicurezza per salvarla.

Su questa base narrativa ruota la campagna in singolo e multiplayer di Brink, le cui vicende sono raccontate con dei filmati d’intermezzo sia all’interno di ogni missione, sia tra l’una e l’altra.


 

 

 

 

 

 

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Entrati subito nel gioco ci troveremo a personalizzare il nostro avatar attraverso un sistema di editor davvero ben realizzato e curato. Dalla scelta del tipo di corporatura che influirà poi sui movimenti, potremo cambiare acconciature e abiti di diverso tipo per la Resistenza e la Sicurezza. All’inizio la scelta sarà limitata ma il resto si sbloccherà con l’acquisizione di punti di esperienza.

C’è da sottolineare che i colori accesi e lo stile “cartonesco” utilizzato conferiscono allo stesso tempo un tocco di personalità e stravaganza al gioco: immaginatevi un grasso rastaman pieno di tatuaggi con una mitragliatrice in mano. Oltre all’aspetto fisico sarà possibile modificare le nostre armi con accessori diversi ed utilizzare svariate abilità per ogni classe che ci aiuteranno durante la battaglia. Ce ne sono quattro a disposizione, ognuna delle quali con un ruolo specifico all’interno della squadra. Abbiamo il soldato, il medico, il tecnico e l’agente. Ogni livello della campagna è caratterizzato sia dalla presenza di un obiettivo principale, che richiederà una classe specifica per esser portato a termine, che da obiettivi secondari: è quindi a discrezione del giocatore scegliere se terminare in modo rapido la missione con l’obiettivo principale o dilettarsi con gli altri per ottenere ulteriori punti di esperienza. Potremo consultare la presenza e la locazione degli obiettivi col menù HUD consultabile con la croce direzionale del pad.

La possibilità di scegliere che classe rappresentare durante uno scontro attraverso l’avamposto è assai fondamentale per lo svolgimento della partita; coordinare i vari compiti e la presenza di classi diverse assicurerà il successo della vostra squadra. Bisogna anche stare attenti a non ritrovarsi con troppe classi uguali nel team, poichè molti tecnici, ad esempio, faranno sentire la mancanza dei medici per rianimare gli alleati.

 

 

 

 

 

 



 

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