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Blur - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Mercoledì 30 Giugno 2010 09:06

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Se c'è un racing game che più di ogni altro deve essere acquistato principalmente per la sua componente multiplayer, questi è Blur.

E si badi, non perché le modalità progettate ad uso e consumo di un fruitore solitario siano poche o scarsamente rilevanti.

Quello che scalfisce il cuore dell'appassionato della sportellata è il gusto per la rivincita insito nel gameplay dell'opera Bizarre Creations, perché in Blur si perde, e pure tanto.

Partite multigiocatore affollatissime, alle quali possono accedere sino ad un massimo di venti persone, veicolano un'esperienza altra rispetto alle scorribande a quattro ruote cui il fruitore medio è solito prender parte, assecondando l'esaltazione per un'opera da vertigine perenne.

 

 

Non si fa in tempo a pigiare sull'acceleratore che la retina inizia a piangere, fatalmente attratta da pirotecniche proliferazioni di effetti speciali innescate da altrettanti power-up, e non c'è Mario Kart che tenga: Blur è il Chase H.Q. del nuovo millennio.

I sottili tecnicismi posti alla base del gameplay costitutivo della produzione Activision fidelizzano, gara dopo gara, i piloti più attenti, quelli ai quali non basta sparacchiare a destra e a manca avendo cura di utilizzare, ad ogni pié sospinto, tonnellate di boost accumulati in itinere.

E allora largo alle bastardate più emozionanti, quelle per mezzo delle quali al poveraccio di turno viene prima lanciato un rosato proiettile in grado di sottrargli quel grip sufficiente ad affiancarlo e spedirlo sul muretto con una cospicua bordata di energia, mentre si getta un occhio allo specchietto retrovisore con susseguente rilascio di mina. E tanti saluti.

L'impossibilità di condensare in una recensione le tantissime manovre distruttive che la produzione corsistica in questione è in grado di offrire a chi avrà il buon gusto di vivere adeguatamente il codice binario stipato sul vostro medium storage preferito non tragga in inganno: Blur non è il racing game perfetto che molti attendevano.

 



 

Penalizzata da un comparto grafico che, sebbene viaggi piuttosto fluidamente a 30 fps con decine di macchine su schermo, appare invero leggermente sottotono ad opere similari, la nuova creatura partorita dalle medesime, brillantissime menti responsabili di Project Gotham Racing manca il bersaglio grosso proponendo un modello di guida decisamente troppo rigido per una tenzone ludica agile come quella offerta dal sistema di armamenti del titolo in questione.

Sebbene non manchino i momenti di ludogodimento, il gameplay non impara a capitalizzare sulla derapata, manovra oltremodo ostica da eseguire e decisamente penalizzante in termini di velocità pura, tant'è che a volte è preferibile spiattellarsi indosso ai muri perimetrali anziché impostare una traiettoria sfiorando la corda delle curve in sbandata controllata.

E ancora, l'abbondanza dei partecipanti alla pugna virtuale rende oltremodo caotico l'ambiente di gioco, e talvolta diventa inevitabile baciare il proprio chassis con uno dei ferali power-up rilasciati nell'aere dagli avversari.
Ciononostante, Blur crea dipendenza. E non è poco, al giorno d'oggi.

Merito pure di uno spessore strategico aumentato per mezzo della callofdutiana possibilità di delegare tre delle svariate abilità speciali ad altrettanti slot distinti, un'ispirazione che fa il paio con la presenza di sfide e livelli d'esperienza concettualmente simili allo shooter di Infinity Ward. Importante sottolineare come, nella modalità multiplayer, l'avanzamento di livello sblocchi nuove tipologie di gioco, a squadre e non.

Le funzionalità sociali inserite da Bizarre Creations, che permettono all'utente di pubblicare le proprie imprese corsistiche su Facebook e Twitter, chiudono il cerchio attorno ad un titolo fortemente incentrato sulla competitività planetaria.

 



 

 

Commento Finale

Blur è un'esperienza corsistica decisamente diversa da tutto il resto.

L'avvincente formula di gioco, unita ad un impianto ludico dalla spiccata profondità, faranno innamorare chi ha bisogno di un titolo godibile, diretto e schietto.

Chi cerca l'esperienza arcade definitiva, invece, farebbe bene a rivolgersi altrove. Split/Second: Velocity anyone?

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