BioShock 2 - Recensione

Scritto da Daniele Finetto   
Venerdì 12 Febbraio 2010 10:44

BioShock 2 recensito

 

E’ impossibile iniziare a parlare di questo titolo senza prima menzionare il capostipite, ed è altrettanto impossibile cimentarsi in uno e non nell'altro, il perchè? Semplice, perchè questi due titoli sono strettamente correlati tra loro, come se fossero i componenti di un'opera grandiosa che non può essere definita completa in mancanza di uno di essi.

Ciò potrebbe sembrare a prima vista scontato, va da sè infatti che i sequel sono direttamente collegati ai loro predecessori, tuttavia non lasciatevi ingannare, la situazione di BioShock è ben diversa. Se infatti in genere sono la trama o i protagonisti a fungere da ponte tra un episodio e l'altro, qui i suddetti lasciano spazio a qualcos'altro, a qualcosa di impensabile, di "impossibile", in una parola a Rapture.

Nel primo BioShock l'attenzione e lo spazio che vennero dati alla città di Andrew Ryan erano talmente sconfinati, da ridurre all'osso le informazioni riguardanti il protagonista. Probabilmente fu questo uno dei punti di forza del gioco; la capacità cioè, oltre ad una grafica ed un gameplay eccezionali, di far immergere completamente il videogiocatore nella città di Rapture.

Questo nuovo capitolo, ci mostra come Rapture sia cambiata in circa dieci anni, passando ad esempio da un'ideologia capitalista ad una fortemente improntata sul comunismo. Tuttavia stavolta verrà dato ampio spazio anche ai protagonisti, grazie ad una storia in grado di stupire e commuovere.

 

 

Chi ha già percorso le strade di Rapture si troverà perfettamente a suo agio con i comandi di Bioshock 2, le modifiche apportate sono davvero minime e dovute unicamente al fatto di dover impersonare un Big Daddy. Per quanto riguarda invece lo svolgimento dei combattimenti, balzano subito all'occhio dei cambiamenti non indifferenti: l'impostazione ora è molto più tattica che in passato, il giocatore infatti sarà spesso costretto ad affrontare dei veri e propri eserciti di ricombinanti e in tali situazioni, la strategia si rivelerà l'arma più efficace.

Preparatevi quindi a ricorrere a trappole di ogni sorta, dalle utilissime minitorrette, al plasmide "trappola vortice", e così via. Questa nuova impostazione diventa particolarmente evidente durante l'interazione con le sorelline. Come in passato vi sarà la possibilità di prosciugarle, ma inoltre potrete adottarle e successivamente salvarle; scegliendo la seconda opzione, il protagonista dovrà proteggere la sorellina durante il recupero di Adam dai cadaveri, operazione che attirerà, appunto, decine di ricombinanti.

Particolarmente ostici saranno poi gli scontri con le Big Sister, che vi attaccheranno ogni qualvolta prosciugherete o salvarete tutte le sorelline sparse nel livello. Durante tali battaglie emergerà ancor di più l'impossibilità di adottare una strategia di offesa, a meno non ci si armi di molta pazienza e tante, tantissime munizioni.

Per quanto concerne invece lo sviluppo dei plasmidi e delle armi, ogni potenziamento non si limiterà ad aumentare la forza d'attacco, ma aggiungerà nuove ed interessanti varianti, sempre in modo da facilitare eventuali scontri con un gran numero di nemici. Unica nota storta del gameplay è la mefistotelica macchina fotografica, che in molte occasioni segnerà la vostra inevitabile sconfitta.

 

 

Mentre in passato sarebbero bastati un paio di click per portare a termine una ricerca ben fatta, ora le cose si sono fortemente complicate: per ogni scatto sarà necessario colpire il soggetto con qualsiasi mezzo in vostro possesso, il tutto in un lasso di tempo limitato. Inutile dire che tale processo è indispensabile per il proseguimento del gioco, ma allo stesso tempo rende l'esperienza ludica alquanto lenta e macchinosa.

Nulla da dire sulla grafica e il sonoro, e non rimane che tessere le lodi per una cura quasi maniacale: le sequenze ambientate nell'abisso, i giochi di luce, di ombre sia sul liquido che sul solido sono semplicemente da spaccamascella. Cotanta puntigliosità per entrambi gli aspetti non fa altro che accrescere il realismo complessivo del gioco; i brani in particolare vi faranno sprofondare piacevolmente nell'ambiente dell'epoca, anche se al dire il vero non sono così invadenti come nel primo capitolo.

Complessivamente, la durata media del single player si aggira intorno alle dieci-dodici ore, ma niente paura, il gioco è di per sè rigiocabilissimo ed impiegherete non poco prima di stufarvi completamente di menare fendenti con la vostra fedele trivella. Un discorso a parte va fatto invece per il multiplayer: se da un lato la modalità cooperativa offre al giocatore un ulteriore motivo di intrattenimento, che permette tra l'altro di poter scoprire anche nuove sfaccettature di Rapture, dall'altro l'esperienza online si rivela inappagante e decisamente poco stimolante.

Particolarmente seccante è ad esempio l'eccessivo tempo d'attesa che sarete costretti a passare tra una partita e l'altra o le immotivate perdite di connessione nel bel mezzo di una partita; a differenza del single player, quindi, non passerà molto tempo prima che vi stanchiate della modalità online, a meno che non siate dei fan accaniti della saga.

 

 

 

Commento Finale

Gli anni di attesa sono stati ampliamente ripagati: BioShock 2 non delude le aspettative e ci regala un'esperienza videoludica che definire sublime sarebbe riduttivo. Peccato per quel multiplayer non così eccelso come ci si poteva aspettare, peccato davvero, perché con un'esperienza online più accattivante BioShock 2 avrebbe raggiunto davvero l'apice della perfezione.
Che altro aggiungere? Che diavolo fate, siete ancora davanti allo schermo a leggere questa recensione? Correte a comprare il nuovo capolavoro targato 2K Marin!

90/100

 

mk.png

mk.png

dw7.png