Band Hero - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Mercoledì 30 Dicembre 2009 12:26

Band Hero

 

Diventa facile evidenziare in questa sede come Band Hero sia in realtà un Guitar Hero al sapore di vaniglia.

Più dolce, zuccheroso e meno rock di un quinto capitolo che, a dir la verità, portava già in grembo il germe del rinnovamento, a favore di un'esperienza ludica meno pesante e più incline ai gusti di un'utenza variegata.

Pare giusto, inoltre, sottolineare alcune importanti mancanze nella tracklist del titolo Neversoft, un insieme di sessantacinque canzoni composta perlopiù da melodie destinate alle orecchie di ragazzine in pieno sconquassamento ormonale e da vecchi successi triti e ritriti.

Sembra ingiusto, infine, liquidare l'ultimo prodotto musicale Activision come poco riuscito senza neppure esplicare le cause che hanno condotto a tali risultati, ma non si può nascondere quanto la tendenza allo spin-off facile, quasi un marchio di fabbrica per ogni sottoproduzione nata all'ombra della serie principale, possa essere rilevata pure in questa nuova creazione.

 

 

Analogamente a pubblicazioni quali Metallica e Greatest Hits, infatti, l'unica differenza degna di nota che allontana Band Hero dal Guitar Hero ad esso temporalmente più vicino è la presenza di tracce sonore esclusive. E perdonateci se Presstart fa fatica a segnalare, alla voce "novità", gli alter ego virtuali di Taylor Swift, di Adam Levine e dei No Doubt inclusi nel game.

Sebbene dichiaratamente destinato a coprire i gusti musicali di tutta la famiglia, non è difficile pensare ad un Bobby Kotick in realtà impegnato ad arginare, costi quel che costi, l'avanzata di Warner Bros in un territorio, quello dei rhythm game per famiglia, tutto sommato ancora poco esplorato, e non risulta al tempo stesso impossibile fantasticare sulle fatiche di una software house, Neversoft, troppo impegnata su Guitar Hero 5 per sviluppare adeguatamente anche Band Hero ed il progetto Van Halen.

Sarebbe stato meglio se il contenuto musicale dell'opera in analisi fosse stato distribuito come DLC, piuttosto che via media storage fisici a prezzo pieno, vista la quasi totale assenza di innovazioni degne di nota contenute nel codice del gioco. Ma qualcuno, ai piani alti, deve aver deciso per intraprendere i canali distributivi usuali, dando origine ad un ciclo produttivo sfociato in un titolo solamente sufficiente. Un vero peccato, pensando a cosa si sarebbe potuto probabilmente conseguire con qualche mese in più di sviluppo.

 



 

Band Hero, insomma, ricade in quella sequela di rhythm game sfornati senza sosta da un team che, forse un pochino schiavo del suo stesso successo, fatica a proporre innovazioni tali da risvegliare nel fruitore l'antico furore assaporato coi primi capitoli del franchise.

Certo, la modalità Carriera, puntellata di apposite sfide in grado di impegnare le capacità di ogni giocatore, si conferma godibile, soprattutto online, e vero, come nell'ultima uscita della saga originale è possibile far furore nel Party mode, dando vita ad una sessione ludica a base di una qualsivoglia combinazione di strumenti musicali differenti, ma è indiscutibile come il prodotto in questione, complici una tracklist poco interessante e l'assenza di spunti ricreativi particolarmente rilevanti, non possa vantare il medesimo appeal del suo più diretto rivale, quel LEGO Rock Band richiamato a metà recensione che, pur non senza macchie, è riuscito perlomeno a differenziarsi dal capolavoro al quale si referenzia, germogliando in una produzione a tratti parecchio riuscita, divertente e divertita.

La possibilità di importare canzoni da alcuni dei vecchi Guitar Hero, così come dei vari DLC sin qui distribuiti per la serie, e l'apertura a futuri contenuti scaricabili chiudono l'analisi di una creazione digitale, sinteticamente, sottotono.

 



 

 

Commento Finale

Band Hero poteva, doveva essere diverso.

Piuttosto che rappresentare un elemento di rottura rispetto alla serie regolare, l'ultimo titolo Neversoft cade nell'errore di riprendere pedissequamente tutti gli elementi costitutivi di Guitar Hero 5 senza bilanciare l'esperienza ludica in favore della rinnovata platea di giocatori cui dovrebbe rivolgersi.

Aggiungete all'equazione una tracklist piuttosto avara di pezzi memorabili e otterrete un prodotto poco interessante.

70/100

 

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