Sonic Colors - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Venerdì 24 Dicembre 2010 14:46

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Sonic Colors è l'ultima forma tridimensionale assunta dalla canonica mascotte SEGA; un titolo che, nonostante il passato illustre del porcospino blu, non nasconde la sua natura di gioco senza troppe pretese. Una produzione per certi versi lodevole, disimpegnata e comunque portatrice, nonostante evidenti lacune, di numerose idee ben confezionate. Andiamo a scoprirle insieme.

 

 

 

 

 

 

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E' difficile ad una categoria come quella dell'intreccio narrativo dare un peso specifico ideale che tenga conto del concept design del genere platform, dove nel 99% dei casi la componente in questione risulta essere soltanto un mero pretesto per collegare i vari livelli di gioco.Sonic Colors, inutile nasconderlo, fa esattamente questo. Una storia divertente quanto basta, che grazie alle battute dell'eterno protagonista della serie, sa strappare fugaci sorrisi dai visi delle generazioni più giovani.

Durante l'esplorazione dei numerosi livelli di gioco verremo allietati o meno dalla presenza di sequenze in computer grafica atte ad introdurci agli eventi che fanno da sfondo all'avventura: Mr Eggman, uno scienziato diverso sulla via della redenzione, costruisce un parco dei divertimenti satellitare per fare mea culpa di tutte le malefatte compiute. Sonic e Tales però non si fidano dell'acerrimo nemico e cominciano ad indagare sulla faccenda, cercando indizi tra le varie stazioni orbitali del parco.

Considerando il target di riferimento, la storia di Sonic Colors non è assolutamente sotto la media, anzi, la sceneggiatura, così come la regia ed il doppiaggio (disponibile in lingua inglese) sono tutto sommato curati. Quello che manca alla produzione SEGA è sicuramente mordente e pathos; le ultime gesta di Sonic non rimaranno certo impresse nei libri della storia videoludica, mancando il raggiungimento dello status di next level dell'esperienza ludica, rimanendo tuttavia in linea di galleggiamento con il trend delle produzioni di questo genere.


MOMENTO MIGLIORE

Alcune battute del protagonista danno spessore al personaggio

MOMENTO PEGGIORE

.. ma molte di più invogliano la disattivazione dell'audio dalla televisione

 

 

 

 

 

 

 

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Sonic Colors è un gioco strutturato in maniera efficace ed interessante che purtroppo presenta delle gravi lacune nel sistema di controllo. Fondamentalmente il problema del titolo targato SEGA è la mancanza di identità; dove Super Mario Galaxy è riuscito in maniera sopraffina ad amalgamare sequenze 3D con sequenze 2D, Sonic Colours non riesce assolutamente a coniugare la natura arcade racing delle sequenze 3D con quella più esplorativa delle fasi in 2D. Un limite dato da un sistema di controllo che non si capisce proprio da che parte voglia stare, troppo impreciso e scivoloso nelle sequenze bidimensionali e troppo rigido in quelle di corse tridimensionali. Stessa cosa dicasi per l'utilizzo dei poteri speciali: la shakerata di wiimote necessaria all'attivazione è quasi sempre inefficace e lo schema di controllo dei vari poteri è vago e molto poco intuitivo.

Anche il sistema di controllo base non fa nulla di eccezionale, anzi, il fatto di dover eseguire doppi salti nello stesso modo con cui si decide di abbattere il nemico è senz'altro una scelta discutibile: spesso e volentieri si combatte proprio contro questa incomprensibile mappatura piuttosto che contro i vari ostacoli posti, mostrando dunque una natura di base del titolo ancora troppo ancorata alla filosofia arcade dei primi anni 90, orfana dunque di quella pulizia in tutti i reparti che oggi giorno le produzioni videoludiche detengono di base. In tale mancanza rientrano anche una serie di numerosi bug ed imperfezioni varie che certamente non esaltano il giocatore.

Sonic Colors è un gioco comunque divertente ed anche appassionante, siamo sicuri che molti giocatori vecchio stampo sapranno soprassedere sulle varie imperfezioni tecniche e di controllo, ma oggettivamente il lavoro svolto dalla casa di sviluppo avrebbe meritato di maggiore cura.

 

MOMENTO MIGLIORE

La gratificazione personale di quando si impara a padroneggiare tutte le tecniche del protagonista e si eseguono stage perfetti

MOMENTO PEGGIORE

Il Game Over che segue la caduta in un fossato a causa della scarsa precisione dei controlli

 

 

 

 

 

 

 



 

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