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Red Steel 2 - Recensione

Scritto da Simone Parisi   
Martedì 06 Aprile 2010 13:01

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Nel mondo dei videogiochi la parola sequel spesso indica un titolo che presenta cambiamenti marginali o minimi rispetto alla formula originale, un tentativo di sfruttare commercialmente idee e situazioni già viste in passato, senza la volontà di sperimentare soluzioni inedite e innovative.

Questa formula però è assolutamente inapplicabile a Red Steel 2, che tutto sembra tranne che un seguito, tante sono le novità e le modifiche rispetto al concept del gioco originario: il nuovo team di sviluppo eredita il minimo necessario dal qualitativamente discutibile primo capitolo, e crea un'esperienza a lunghi tratti fresca ed appagante, di cui da troppo tempo si sentiva la mancanza su Nintendo Wii.

In Red Steel 2 il giocatore prende il controllo di un eroe solitario senza nome in cerca di vendetta, uno spadaccino membro del clan Kusaragi che ritorna dopo cinque anni di assenza nel villaggio nativo di Caldera, situato nell'arido deserto del Nevada; ma la città è ormai deserta, colpita al cuore dalla banda degli Sciacalli, una combriccola composta da malviventi, ex detenuti, assassini e ladri, che ha annientato tutti i nativi del luogo.

 

 

La trama, piuttosto semplice e stereotipata, è posizionata in maniera subordinata rispetto all'azione pura, che costituisce il vero cuore pulsante di tutta l'opera creata dal team di Ubisoft Parigi: Red Steel 2 nasce dalla ferma volontà della software house di valorizzare l'aspetto propriamente ludico dell'avventura, ovvero quello di fondere in maniera appagante il combattimento con armi bianche e da fuoco: la cultura orientale, rappresentata da una katana dotata di poteri magici che costituisce l'arma primaria del gioco, incontra l'occidente, rappresentato dall'utilizzo delle classiche pistole a canne mozze tipiche dei first person shooter, dando vita ad uno stile di gioco unico e moderno, definibile come un first person brawler.

Questa formula ibrida è sapientemente coadiuvata dall'utilizzo (obbligatorio) del Wii Motion Plus, la periferica aggiuntiva creata da Nintendo, capace di restituire in Red Steel 2 un pressochè perfetto riconoscimento dei movimenti, ed in grado persino di rilevare tutti gli angoli di inclinazione del polso, consentendo così di colpire i nemici con uno straordinario senso di precisione.

 

 

L'utilizzo della nuova tecnologia permette altresì di misurare la potenza dei movimenti del giocatore: più il gesto che simula il fendente della spada è energico, più il colpo riprodotto nel gioco risulta potente.
Ma ciò che maggiormente colpisce è la varietà delle mosse implementate in Red Steel 2, le quali richiedono di essere apprese o sbloccate tramite dei mini-tutorial inseriti in maniera logica e funzionale all'interno del gioco: le combo, le finisher, le mosse segrete, ed i poteri Kusaragi diversificano l'esperienza ludica evitando così l'appiattimento delle meccaniche del gameplay, fenomeno quest'ultimo tristemente riscontrabile in un titolo come MadWorld.

La curva di apprendimento di tali mosse può risultare inizialmente faticosa, anche a causa del numero piuttosto elevato dei movimenti da memorizzare, ma che comunque non conduce mai ad un senso di smarrimento, rendendo l'opera ludica di Ubisoft appetibile sia per i giocatori hardcore che per quelli casual.

Sfortunatamente Red Steel 2 non è un titolo esente da pecche: oltre alla già citata trama, raccontata in modo piuttosto banale e con un doppiaggio generale piuttosto scialbo, l'aspetto maggiormente deludente è rappresentato dall'eccessiva linearità dei livelli, che obbligano il giocatore a seguire dei percorsi guidati per completare i vari capitoli (sette) di cui è composto; le uniche divagazioni sono rappresentate dalla ricerca di tesori nascosti e di cassaforti da scardinare tramite un mini-gioco che non brilla di certo per originalità.

 

 

Inoltre si avverte fortemente la mancanza di modalità accessorie rispetto alla storia principale: la possibilità di rigiocare singolarmente i capitoli per ottenere maggiori ricompense in denaro è oggettivamente piuttosto inconsistente, facendo rimpiangere la componente deathmatch presente nel primo episodio della serie.

Merita invece una menzione particolare il comparto tecnico del gioco. Da questo punto di vista Red Steel 2 può essere tranquillamente considerato come il primo gioco “next gen” per Nintendo Wii: l'aspetto visivo generale, le scelte artistiche operate dalla software house parigina sono sempre di alto livello e l'adozione della grafica in cell shading, sublime nelle cut-scenes, si dimostra, a conti fatti, come la soluzione migliore per valorizzare l'hardware della console Nintendo Wii; peccato solo per la mancanza dalla rappresentazione del sangue negli scontri, giustificabile sul piano del marketing, un po' meno su quello stilistico.

 

 

Commento Finale

Red Steel 2 è la prova vivente che su Nintendo Wii è ancora possibile creare progetti di alto valore artistico: grazie ad uno uso intelligente della tecnologia Wii Motion Plus, il gioco creato da Jason Vandenberghe entra di diritto nel novero dei migliori titoli disponibili per la console di Kyoto. Semplicemente imperdibile.

 

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