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Se c’è una disciplina sportiva particolarmente adatta alla console Wii, quella è sicuramente la boxe: non a caso, nella collezione di giochi presenti in Wii Sports, forse il più indovinato ed apprezzato è proprio quello dedicato alla nobile arte. E così, dopo il mediocre Ready 2 Rumble: Revolution di Atari, è ancora Nintendo a riprovare il colpo del K.O. rispolverando uno classicissimo della sua storia, ossia quel Punch-Out!! apparso per la prima volta a metà degli anni ‘80.
Fuori i secondi Il glorioso ritorno nel ring di Punch-Out!! sarebbe potuto avvenire in due, differenti modi: la prima ipotesi era quella di optare per un gameplay completamente nuovo, capace di sfruttare pienamente il sistema di motion control dell’accoppiata WiiMote-Nunchuck per riprodurre un’esperienza di gioco decisamente “moderna” (magari anche con l’ausilio dell’imminente sistema Wii Motion Plus); la seconda ipotesi invece prevedeva la realizzazione di un comodo remake, nel quale traslare le meccaniche di gioco vecchie di quindici anni sulla console più amata dal pubblico casual, e mantenere inalterati pregi e i difetti dell’illustre predecessore. In casa Nintendo è stata scelta quest’ultima soluzione, che probabilmente si dimostrerà vincente sul piano delle vendite e della semplicità di approccio al genere, ma che di sicuro pecca di coraggio e innovazione.
Protagonista del gioco è ancora una volta Little Mac, giovane pugile chiamato a combattere una serie di incontri di difficoltà sempre crescente per raggiungere l’ambito titolo di campione assoluto della World Video Boxing Associaton. La rincorsa alla cintura è suddivisa in tre diversi circuiti (Minor, Major e World Circuit) che vedono la presenza dei classici stereotipati lottatori, alcuni dei quali già apparsi nei giochi originali della serie come Bald Bull e Soda Popinsky, ognuno dei quali dotato di peculiari attacchi e mosse speciali. La vittoria e la sconfitta in un incontro, che prevede un numero massimo di tre round, dipende in buona sostanza dalla bravura del giocatore nel memorizzare i vari pattern d’attacco dei differenti pugili: in poche parole, l’intero gameplay è basato sul concetto “schiva e contrattacca”, con due variabili rappresentate dalle icone “contatore cuori” e “contatore stelle”. La prima indica quanti colpi Little Mac può portare a segno nel corso dei vari round prima di rimanere a secco di energia: questo valore è soggetto a variazioni nel corso del match, e diminuisce ogni volta che un pugno di Little Mac viene parato dall’avversario, oppure quando il nostro alter ego viene colpito. Se il contatore raggiunge il valore zero, Little Mac potrà solamente schivare, in attesa di recuperare ulteriori cuori per colpire nuovamente. Questo elemento, volto a limitare una tattica eccessivamente aggressiva ed esclusivamente votata all’anticipo dei colpi dell’avversario, dona al titolo un leggero spessore strategico. Il contatore stelle invece aumenta quando Little Mac sferra un colpo particolarmente efficace, specie durante le taunt dei vari avversari, segnalate da un apposito cambio di colore dei pugili. Ogni stella rappresenta un pugno speciale, imparabile per il boxeur rivale, capace di infliggere un danno decisamente maggiore rispetto ai singoli colpi standard. Per essere attivato, il Pugno Stella richiede la pressione del tasto A, ed è possibile collezionarne tre contemporaneamente, in modo da aumentare la capacità di danno del colpo stella. Per controbilanciare questo potente bonus, gli sviluppatori hanno però inserito la condizione che le stelle, una volta accumulate, vengano perse qualora l’avversario colpisca Little Mac prima del loro utilizzo.
Quello che però stupisce in senso negativo di Punch-Out!! è la decisione ab origine di semplificare (leggasi: banalizzare) eccessivamente il sistema di colpi: i movimenti della coppia WiiMote e Nunchuck infatti non prevedono nessun tipo di mappatura in stile Wii Sports. I pugni che possono essere sferrati sono solo diretti e ganci, la cui natura è influenzata esclusivamente dalla pressione o meno del tasto B. Anche l’angolo di impatto è fuori dal sistema del motion control, e relegato esclusivamente all’inclinazione in avanti o indietro della leva analogica. E se è vero che la natura del gioco è (sempre stata) di stampo prettamente arcade, la scelta di non mappare i colpi col sistema di movimento offerta dalla console Nintendo appare davvero come una grave mancanza di originalità ed innovazione. Ma dove veramente si sente il peso di questo arcaico sistema di controllo è nella modalità testa a testa, che nelle intenzioni degli sviluppatori avrebbe dovuto rappresentare una delle più grandi novità del gioco, insieme al passaggio della grafica dal 2D al 3D. Le sfide uno contro uno risultano piuttosto anonime e piatte, proprio a causa dalla mancanza di varietà nei controlli, ed a nulla vale il tentativo di diversificare l'esperienza attraverso l'introduzione di Giga Mac, una versione super-potenziata del pugile raggiungibile una volta ottenuto una certa quantità di succo grazie alla combinazione di una serie di colpi vincenti portati a segno. La natura di Punch-Out!! come gioco prettamente votato al single-player è confermata anche dalla totale assenza di una qualsiasi forma di modalità multiplayer: e se è vero che di norma è ingiusto penalizzare la valutazione di un gioco per una feature non presente nello stesso, non può essere ignorato che la totalità dei titoli sportivi si basa fortemente sul concetto di gioco competitivo online.
L'ultima osservazione riguarda il comparto grafico, rappresentata tramite una grafica in 3D cel shaded decisamente curata ed adatta allo spirito del gioco, con i pugili che mostrano sul volto, alla fine di ogni round, i segni della fatica in modo estremamente ironico, tramite i classici cerotti e lividi. Commento Finale Il ritorno di Punch-Out!! su Nintendo Wii avviene nel segno della continuità: nessun stravolgimento epocale rispetto alla formula magica che ha reso grande il brand, che continuerà ad essere apprezzato soprattutto dai giocatori occasionali e dai nostalgici integralisti. Peccato però non aver tentato una scelta più coraggiosa di discontinuità con il passato. |
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