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Muramasa: The Demon Blade - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Martedì 30 Marzo 2010 15:42

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Al suo esordio su PS2 con il pluriacclamato Odin Sphere, Vanillaware lasciò di stucco moltissimi tra gli amanti del genere RPG.

Un intreccio narrativo originale ed efficace si mescolava alla perfezione con un gameplay semplice quanto innovativo e, soprattutto, con un lavoro artistico di prim'ordine. Il suo ultimo progetto, Muramasa: The Demon Blade, cerca di portare su Nintendo Wii la stessa miscela esplosiva che decretò il successo di Odin Sphere.

Artisticamente parlando il lavoro del team di sviluppo è stato meraviglioso: ci si domanda più e più volte per quale motivo la console Nintendo, vista le sue oggettive carenze nello sviluppo tridimensionale, non debba poter beneficiare più spesso di questi magnifici standard a due dimensioni.

Un vero dipinto in movimento, che grazie alla maggiore potenza della console di Kyoto non soffre dei pesanti rallentamenti che caratterizzano lo spirituale predecessore di stanza sul monolite Sony.

 

 

Ambienti vari e abbondantemente caratterizzati fanno da cornice alle storie dei due nostri protagonisti, Kisuke e Momohome, due Ninja dell'era feudale giapponese ognuno con la sua specifica vicenda.

Due distinte storie che, al contrario di quanto assaporato nel precedente titolo, non si intersecano tra loro in alcun modo. Un vero peccato, in quanto l'intreccio narrativo profondo ed articolato di Odin Sphere era stato uno dei suoi maggiori punti di forza.

La narrazione, peraltro, coinvolge malamente il giocatore a causa di una localizzazione non proprio brillante; il voice acting è stato a nostro avviso giustamente lasciato in lingua madre (giapponese) per mantenere il giusto feeling con l'ambientazione, purtroppo però è tutta la parte sottotitolata ad essere deficitaria e poco curata.

Vengono spiegate molto superficialmente le varie motivazioni di tutti i personaggi della trama, determinando una costante sensazione di confusione da parte del giocatore che gli impedisce di calarsi pienamente nei panni dei due protagonisti.

 

 

Un vero peccato, dato che le atmosfere tipiche dell'antico oriente erano stato ricreate a pieno grazie a scelte cromatiche forti ed evocative, ad un character design decisamente ispirato e soprattutto ad una colonna sonora d'effetto egregiamente realizzata dal noto artista giapponese Hitoshi Sakimoto, uno stile inconfondibile individuabile all'istante da chiunque abbia apprezzato le sue precedenti particpazioni in capolavori come Final Fantasy Tactics, Vagrant Story ed il recente Valkyria Chronicles.

Se Muramasa non è certamente un ottimo romanzo audio-visivo, è però sicuramente un lodevolissimo videogioco; il gameplay veloce ed immediato coinvolge all'istante chiunque e risulta adatto tanto ai casual gamers, quanto ai veterani grazie alla possibilità di scegliere tra due livelli di difficoltà appositamente calibrati.

L'azione prende forma in scenari bidimensionali piuttosto lineari dove non è richiesto né il superamento di puzzle né, tantomeno, l'esplorazione di ambienti; si avanza una schermata dopo l'altra cercando di sbaragliare l'orda nemica di turno.

La componenete action è molto intensa e ben studiata e le tre spade equipaggiate potranno essere cambiate repentinamente per dare vita a lunghe sequenze di combo, indispensabili se si sceglie di giocare al livello di difficoltà più elevato.

 

 

Con il proseguimento dell'avventura si possono forgiare nuove armi bianche, organizzate secondo uno schema ad albero in stile Diablo, ed ognuna di esse può contare su una specifica abilità speciale; probabilmente questi arnesi da macello sono fin troppi per un'avventura principale che non oltrepassa le dieci ore di gioco per personaggio.

Muramasa raggiunge il top della sua offerta videoludica nei vari scontri con i boss: coordinazione, memoria e senso tattico si sostituiscono, in questi casi, alla confusione e alla ripetitività delle battaglie comuni.

Ogni boss è caratterizzato in maniera ineccepibile per quanto riguarda i vari pattern di attacco e la varietà del move set, inoltre la strategia più adatta per il successo non può essere improvvisata, dato che spesso basta anche un semplice errore a compromettere l'intero scontro.

C'è bisogno di studio e dedizione per avere la meglio su queste vere e proprie macchine da guerra, insomma. Per quanto a naso possa sembrare una pratica frustrante e poco snella, vi assicuriamo che la soddisfazione che ne ricaverete è la vera spinta motrice di tutta l'esperienza ludica, che altrimenti avrebbe ben pochi spunti di continuazione diversi dal già tanto decantato comparto tecnico.

 

 

Commento Finale

Muramasa cammina sul sempre più scomodo binario delle due dimensioni come un equilibrista su un filo, e una cosa è certa: per trovare un bilanciamento perfetto c'è bisogno ancora di molto allenamento.

Muramasa: The Demon Blade è un titolo che, nonostante non convinca su tutti i fronti, risulta essere più apprezzabile di Odin Sphere per via di un comparto tecnico eccellente. Rimangono in pianta stabile alcuni degli stessi problemi che affligevano la passata produzione, ripetitivà e backtracking in primis.

Se amate i giochi d'azioni non potete non provarlo, poiché potrebbe rappresentare la perla nascosta che stavate cercando.

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