Silent Hill: Shattered Memories - Recensione |
| Scritto da Riccardo Bindella | |||||||
| Mercoledì 17 Marzo 2010 12:15 | |||||||
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Silent Hill: Shattered Memories, il nuovo survival horror di Konami disponibile in esclusiva per Nintendo Wii e PSP, non solo ci riposiziona geograficamente in quel tetro agglomerato urbano che risponde al nome di Silent Hill ma ci permette di tornare nei panni di Harry Mason, protagonista della prima straordinaria avventura della serie uscita più di un decennio fa per la prima console Sony. "Shattered Memories" non è un suffisso di convenienza; le memorie disperse sono quelle del protagonista Harry, il quale diversi anni dopo gli avvenimenti del primo capitolo si trova in cura presso uno psicoterapeuta nella speranza di fare luce sulle ombre del passato che hanno coinvolto lui e sua figlia Cheryl. Un vero e proprio tuffo nel passato che farà certamente piacere a tutti i nostalgici che hanno sempre preferito la tensione psicologia della serie Konami a quella più sobriamente splatter della concorrenza Capcom. Il risultato è un avventura breve ma intensa dove la riduzione ai minimi termini della componente action esalta la costruzione di un'atmosfera solida e coinvolgente: ci troviamo dinanzi ad un esperimento, quindi, è conveniente essere molto chiari; Silent Hill Shattered Memories non ha combattimenti di alcun genere, non ci sono munizioni o spray curativi disseminati lungo il percorso, gli elementi interattivi dello scenario ci sono ma fanno parte dei puzzle, la parte più corposa del gameplay, e soprattutto dei tanti particolari in chiave thriller che definiscono l'esperienza di gioco. Questo non significa che non si possano incontrare creature pronte a farci la pelle, ma potranno essere soltanto evitate od eluse. Il divertimento e la gratificazione derivano sostanzialmente da due componenti: la risoluzione degli enigmi e la trama di gioco. Il semplice schema "trova la chiave, apri la porta" è stato arricchito da una maggiore interattività degli elementi, contaminazioni derivate dal genere "punta e clicca", grazie alle quali interagiremo in schemi prerenderizzati con un puntatore-mano. Dovete aprire la porta? Togliete il chiavistello facendolo scivolare lungo la sua fessura; avete bisogna della chiave nascosta nella lattina di birra? Capovolgete ed agitate finche non ne esce l'ambito key-item. Un sistema che si evolverà e si arricchirà durante il proseguimento dell'avventura, senza diventare comunque troppo invasivo e cervellotico. Altra interessante trovata in fatto di gameplay è quella del telefono cellulare: grazie ad esso, oltre a poter salvare la partita e scattare foto (salvate in jpeg nella memoria della vostra PSP) potrete chiamare numeri di telefono e ricevere messaggi sia per ricevere ulteriori informazioni di contorno, sia per risolvere alcuni enigmi.
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