Puzzle Chronicles - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Domenica 07 Marzo 2010 13:49

Puzzle Chronicles - Recensione

 

Che le meccaniche ruolistiche abbiano contaminato qualsiasi genere ludico fin'ora concepito è cosa assai nota, ed è al tempo stesso fatto assai notorio e recente la comparsa di una nuova specie ibrida che vede come protagonista il genere puzzle.

Dopo Puzzle Quest il mondo dei "rompicapo digitali" non è stato più lo stesso; una perfetta coesione di generi talmente omogenea da mettere gli esperti del settore nella condizione di porsi una semplice domanda: possibile che un mix così vincente sia stato concepito solo adesso?

In seguito all'arrivo, lo scorso anno, del deludente Galactrix, il mondo è pronto ad accogliere una nuova incarnazione di questo allettante sub-genre; Puzzle Chronicles bussa piano ed entra nel mercato quatto quatto, esattamente come fece a suo tempo il titolo da cui trae ispirazione.

Sicuramente un pubblico vasto ma elitario, senz'altro una formula immediata quanto criptica, e, cosa ancora più importante, certamente una sfida per qualsiasi programmatore che deve chirurgicamente innestare, ritagliare ed impiantare in maniera perfetta gli elementi caratteristici di entrambi i geni da cui tale creatura deriva: papà puzzle e mamma RPG.

 

 

Partendo subito forte, come vuole l'immediatezza del radicato DNA "tetrico" del prodotto, non si può certo non apprezzare l'introduzione, nel panorama del genere, di una nuova matrice puzzle. Lo schema di gioco è semplice quanto geniale: mattoncini colorati provenienti dal lato dello schermo vanno accatastati secondo i rispettivi colori per poi essere distrutti con le relative gemme del medesimo colore; chi ha giocato grandi classici del passato come Dr Mario e Super Puzzle Fighter ha sicuramente capito di cosa stiamo parlando.

Al contrario dei due titoli citati i mattoncini non cadono dall'alto, ma da sinistra verso destra in uno schema di gioco diviso perfettamente a metà: una per il giocatore e l'altra per il suo avversario, che in caso di modalità Story sarà rappresentato dal nemico di turno controllato dalla CPU. Quando vengono distrutte gemme-teschio la linea divisoria avanza offrendo più spazio di manovra e, al tempo stesso, limitando quella dell'avversario. Nel caso in cui i blocchi posizionati tocchino il limite del quadro si avrà un inevitabile "Game Over".

Tanto arduo da spiegare a parole quanto semplice da capire al primo sguardo, il sistema adottato, almeno per quanto concerne il punto di vista ludico, è sicuramente più stimolante di quello visto con le produzioni simili. La sensazione è che sia ha un maggiore coinvolgimento con l'azione su schermo, l'effetto fortuna risulta molto più limitato e il controllo del giocatore, e quindi l'abilità tecnica richiesta, è molto più presente.

Questo purtroppo solo sulla carta, dato che l'esecuzione finale dell'elemento gameplay è decisamente fuori i canoni tipici; se Puzzle Chronicles fosse solamente un semplice puzzle game senza elementi RPG sarebbe un chiaro fallimento in termini di realizzazione: le idee sono ottime e molto fruibili, il problema è la lentezza dell'azione che realisticamente non eredità assolutamente nulla da qualsiasi titolo puzzle mai pubblicato.

 

 

Le gemme vengono mosse lentamente sullo schermo, dando un senso di goffaggine a tutta l'esperienza di gioco; soprattutto quando si sceglie di farle cadere velocemente, queste agiranno in maniera poco reattiva e quindi molto meno gratificante.

Se l'aver compreso la natura fallimentare del comparto puzzle appena descritta vi sta suggerendo di abbandonare la lettura dell'articolo e cestinare il possibile acquisto, allora abbiate solo un attimo di pazienza; ad alzare, e di molto, la bontà totale del prodotto è la massiccia componente ruolistica.

Sarà per l'assenza del mercato di tanti titoli dello stesso tipo, sarà per quell'unione cosi omogenea di generi di cui parlavamo in testa, ma Puzzle Chronicles, nonostate le sue pecche strutturali, risulta essere assai godibile, una nuova droga sul mercato per tutti i giocatori in crisi d'astinenza da Puzzle Quest.

Non sono bastati neanche i lunghi e frequentissimi caricamenti che dilaniano tutta l'esperienza di gioco, dall'ingresso nel menu alla lunga attesa prima di ogni battaglia, a frenare la voglia di proseguire lungo la campagna principale, campagna che potrà essere calibrata ad un livello di difficoltà consono alle nostre capacità di puzzle gamer secondo tre standard, così da rendere sicuramente più larga la fetta media di giocatori assuefatti al prodotto.

 

 

Se vi state chiedendo cosa introduca Puzzle Chronicles di nuovo in termini di elementi da gioco di ruolo a quanto già visto con la concorrenza sappiate che la risposta è molto semplice, ossia assolutamente nulla. Equipaggiamento con abilità attivabili in determinate circostanze, abilità speciali legate ai quattro diversi colori delle gemme e distribuzione di punti-caratteristica con il passare di livello che influenzano aspetti del gameplay quali ad esempio la frequenza di comparsa delle gemme o bonus di varia natura; praticamente tutto già visto, eppure tutto così perfettamente funzionante.

E' bastato cambiare la formula puzzle, da simil-bejeweled a simil-Dr Mario, per donare al prodotto finale una sua originalissima interpretazione, riassunta in estrema sintesi con maggiore controllo nelle mani del giocatore ora meno dipendente dalla fortuna, e la presenza di elementi da RPG più di contorno ma comunque sempre ben amalgamati.

Sicuramente a causa della mancata manipolazione diretta dello schema di gioco derivato dal differente sistema ludico scelto, Puzze Chronicles non possiede quella stessa sinergia tra puzzle e RPG che ha fatto la fortuna di Puzzle Quest con le sue infinite ed assai gratificanti killer-combo, ma il prodotto finale risulta comunque godibile e accattivante, nonostante la presenza delle pesanti falle tecniche precedentemente descritte, lunghezza dei caricamenti in primis.

 

 

Commento Finale

Puzzle Chronicles è un titolo dotato di un appeal semplice e funzionale, che nonostante non apporti nulla di nuovo al genere, saprà comunque farsi amare dal pubblico per la bontà di questa vincente formula chimica.

Il consiglio è quello di dare tempo e spazio ad un titolo che nelle sue fasi iniziali fa di tutto per non farsi amare.

Un'occasione persa, salvata in corner dalla mancanza reale di concorrenza spietata.

71/100

 

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