Pro Evolution Soccer 2010 - Recensione |
| Scritto da Riccardo Bindella | |||||
| Giovedì 26 Novembre 2009 14:04 | |||||
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Sono ormai una manciata di anni che Konami propone la sua ideologia calcistica anche nel panorama "handheld". Produzioni che se una volta meravigliavano il pubblico per la perfetta adesione allo splendore della controparte casalinga, rappresentata all'epoca dal secondo monolite Sony, oggi francamente sfigurano davanti alle nuove possibilità introdotte dalle console di attuale generazione e dai PC più potenti. A scanso di equivoci non ci riferiamo alla componente puramente estetica, che per cause facilmente comprensibili non potrà mai tenere lo stesso passo, ma a quella più propriamente concettuale.PES 2010 offre sostanzialmente poco di nuovo, mantenendo la stessa formula di gameplay delle stagioni passate, formula che si ispira chiaramente al sistema di gioco adottato per PS2, come si può facilmente constatare sin dalle prime partite attraverso le scelte contenutistiche riguardanti la configurazione comandi e la formazione. Niente quindi del nuovo capitolo per console current-gen è stato adottato in questa versione; manca la nuova gestione dell'assetto tattico, privato delle tanto decantate carte e dalla nuova personalizzione del comportamento della nostra squadra, manca l'introduzione delle 32 direzioni per il comando analogico, ancorato alla concezione pessistica più classica, introduzione questa che ben avrebbe fruito nell'economia generale del prodotto data la scarsità Inoltre la mancanza nei controlli di ben due dorsali elimina la possibilità di effettuare la nota manovra "Super Cancel", andando quindi a rafforzare la problematica storica dei "binari", tipica della produzione Konami.
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