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Monster Hunter Freedom Unite - Recensione |
| Scritto da Riccardo Pellegrini | ||||
| Venerdì 10 Luglio 2009 13:02 | ||||
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Monster Hunter Freedom Unite è opera massiccia, levigata dall’esperienza acquisita da Capcom dal concepimento del primo capitolo del franchise ed assieme parecchio contraddittoria. La mancata implementazione di una modalità multigiocatore compatibile con l’infrastructure wi-fi registra l’unico, grande difetto di una produzione altresì scevra da controindicazioni particolarmente evidenti. E sì, perché Monster Hunter Freedom Unite entra di diritto nella ristretta cerchia di titoli PlayStation Portable in grado di mettere in evidenza le potenzialità di un sistema a volte bistrattato, poco sfruttato. Una rapida occhiata al menù iniziale, e la presenza di una voce deputata alla gestione di DLC lascia intuire la sconcertante quantità di contenuti che la casa madre si prodigherà di offrire al curioso giocatore.Comincia l’avventura, ha inizio l’esplorazione di un UMD zeppo di argomentazioni capaci, da sole, di rendere il virtuale arrivo nei territori inesplorati del gioco un metafisico viaggio nell’eterna lotta tra istinto e raziocinio. Curiosamente, nessun vincitore. Semmai è il giocatore ad uscirne trionfante, evidentemente esaltato dalla complessità di un sistema ludico che costringe ad impiegare la totalità delle conoscenze tecniche maturate per alimentare il fuoco di una pentola piena di brodaglia contenutistica. Un processo in perenne evoluzione, grazie alla generosità del titolo Capcom, incredibilmente prodigo nell’aggiungere ad intervalli regolari rilevanti elementi capaci, da soli, di arricchire e rivoluzionare il gameplay di un’opera che fa della discontinuità temporale uno dei suoi capisaldi. Monster Hunter Freedom Unite, come la serie in toto, svetta nella ristretta lista dei prodotti nati su home console adatti ad una fruizione “mordi e fuggi”: decine e decine di missioni organizzate per poter essere portate a termine in una manciata di minuti rappresentano la regola di un mondo virtuale nel quale vige la legge del più forte. Vagonate di specie preistoriche differenti aspettano al varco il cacciatore, mentre costui ne valuta le caratteristiche fisiche e comportamentali, progettando la migliore maniera per offenderle e, possibilmente, ucciderle. Il passaggio dal pensiero all’azione è immediato, basta la sola pressione di un tasto ed il giocatore si ritrova a infliggere violentissimi colpi all’indirizzo della ferale bestia. Telecamera permettendo. Monster Hunter Freedom Unite soffre di uno dei difetti più ricorrenti dell’intera ludoteca PSP, la mancanza di un secondo stick analogico mediante il quale governare la visuale. Inquadrare la scena dalla giusta prospettiva rimane infatti abbastanza scomodo, ma una comoda funzione di centramento del punto di vista permette di mitigare in parte l’endemica inefficienza di una regia virtuale soventemente in ritardo. Entrare in Monster Hunter Freedom Unite significa ritornare ignoranti. L’importanza di conoscere ogni frammento dell’universo preistorico cogitato da Capcom fa regredire all’età dell’infanzia anche il più stagionato dei videogiocatori. Esattamente alla stregua di un bambino alle prese con un mondo tutto nuovo, il gamer si ritroverà inizialmente spaesato, intimidito dalla quantità lorda di regole sbattutegli prepotentemente in faccia. Lui non sa niente, e meno male che a corrergli in aiuto arriva un completissimo tutorial capace di sviscerare ogni singolo argomento possa servirgli per giocare. Per sopravvivere. Monster Hunter Freedom Unite è infatti il survival game per definizione, per ovvi motivi. E’uomo contro animale, un’affascinante battaglia per la conquista della supremazia territoriale. Oltre che del vostro taschino. Ed incarna l’opera perfetta per la piena espressione del gameplay cooperativo: i cacciatori possono creare un gruppo e lanciarsi in quest dal crescente coefficiente di difficoltà, spalleggiandosi e dividendosi i compiti. Una nota curiosa è la mancata sincronizzazione delle avverse belve presenti in una partita multiplayer, libere di girovagare secondo pattern differenti su ciascuno schermo portatile. In particolare, questo permette di vedere i propri partner fendere l’aere nella medesima zona entro la quale, sull’altra PSP, si consuma un’animalesca carneficina.
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