Metal Gear Solid: Peace Walker - Recensione |
| Scritto da Riccardo Bindella | ||||||
| Venerdì 23 Luglio 2010 13:10 | ||||||
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Metal Gear Solid: Peace Walker è il diretto sequel di Portable Ops, primo titolo della serie in esclusiva per PSP ad essere ambientato nel popolare universo di Metal Gear Solid. Per essere stato definito un episodio così centrale nell'intera vicenda, c'è da dire che Peace Walker prende certamente il giro largo sul punto della questione, con la narrazione che procede con un ritmo decisamente più calmo rispetto a quello tipico della serie, caratterizzato da un elevato numero di cut-scene spesso causa principale di un ritmo di gioco decisamente spezzettato. Rimanete comunque tranquilli, Metal Gear Solid Peace Walker non fa sconti sul piano della narrazione: esattamente come in Portable Ops, per raccontare l'avvincente trama sono state sviluppate molte sequenze animate in stile fumetto, questa volta rese ancora più coinvolgenti grazie alla presenza di una maggiore interazione nella forma di leggeri quick time event; queste sequenze sono disponibili ad intervelli regolari tra una missione e l'altra, rendendo la struttura di gioco molto più bilanciata ed appetibile.
Qualsiasi sia la tipologia di fan a cui apparteniate, se più votati all'azione o alla conoscenza della trama, questa efficente via di mezzo difficilmente deluderà le vostre aspettative in merito. Con il FRS basterà agganciare un piccolo paracadute alla guardia nemica svenuta o in fin di vita per consegnarla immediatamente al personale della nostra base adibito al recupero. Catturerete guardie e prigionieri con estrema facilità e soddisfazione, neanche foste davanti all'ultimo titolo Pokemon di Nintendo. Tutti i soldati catturati hanno sostanzialmente cinque caratteristiche base che ne determinano le capacità in uno specifico settore del nostro esercito: c'è l'unità destinata al combattimento, quella alla ricerca e allo sviluppo, la mensa, il reparto medico e l'intelligence.
A seconda del numero e del valore dei soldati coinvolti nei singoli reparti, le capacità della nostra base aumenteranno in un sistema a livelli. Con il raggiungimento di determinati traguardi sarà possibile sbloccare equipaggiamento extra, migliorare quello già in possesso, avere informazioni sulle missioni e tanto altro ancora. Un sistema di crescita realmente profondo che regala forti soddisfazioni, soprattutto perchè, forse per la prima in un episodio di Metal Gear Solid, esiste un reale vantaggio nel catturare le guardie nemiche senza doversi lasciare andare in sistemi comportamentali "alla Rambo". Anche l'ambiente circostante non offre assolutamente la classica interazione a cui siamo stati ben abitutati dagli albori della saga: in Peace Walker è tutto molto semplice e scriptato, un approccio alla missione decisamente più votato alla lenta sperimentazione piuttosto che alla pura improvvisazione. Una natura di fondo che potrebbe essere considerata un male o comunque un limite, se non fosse che tutte le singole caratteristiche di gameplay di questo titolo si intrecciano alla perfezione. Per fare un semplice esempio, il nostro equipaggiamento deve essere deciso fin dall'inizio dal giocatore e non può essere modificato nel corso della missione; tutto ciò comporta inevitabilmente un'attenta ed un'accurata selezione del proprio arsenale, soprattutto in presenza dei vari boss di fine livello.
Il motto "la conoscienza è forza" descrive bene l'ideologia di fondo del prodotto, una conoscienza che sia nel caso venga acquisita tramite il metodo trial and error, sia che nella forma di informazioni ottenute attraverso il reparto intelligence porta comunque al medesimo risultato: una grandissima soddisfazione per il giocatore nel momento del raggiungimento dell'obiettivo. Un livello di sfida elevato che ha come unico difetto quello di essere decisamente punitivo: è infatti molto frustrante dover ricominciare da capo una missione nella quale avevamo investito molto, in termini ludico-tattici. Studiare il posizionamento di sistemi di rilevamento e il passaggio di guardie per prendere quest'ultime di soppiatto e catturarle, è un operazione delicata che potrebbe richiedere decine di minuti; di conseguenza vedere il proprio operato buttato all'aria per colpa di una semplice distrazione o a causa delle bizze di un sistema di controllo certamente non impeccabile è un'esperienza snervante e poco conforme agli standard odierni. I casual gamers sono stati avvisati. Molto interessante è il voice acting adottato, che mette in evidenza con sensato realismo le diverse nazionalità dei vari protagonisti in gioco. Chiudiamo l'analisi globale del prodotto con un accenno sulle modalità multiplayer, che consentono attraverso l'infrastruttura ad-hoc di giocare le missioni in modalità cooperativa e partecipare a sfide 2v2 in mappe appositamente disegnate per lo scopo. E' inoltre consentito scambiare soldati con altri giocatori, in una formula che avvicina ulteriormente il titolo ai più famosi collector games.
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