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Assassin's Creed: Bloodlines - Recensione |
| Scritto da Riccardo Bindella | ||||
| Venerdì 11 Dicembre 2009 23:19 | ||||
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Assassin's Creed: Bloodlines è il primo titolo della nota IP Ubisoft ad essere pubblicato in esclusiva per Playstation Portable. Il titolo presenta una struttura molto simile a quella della serie originale: ambienti aperti dove raccogliere le missioni opzionali o più semplicemente seguire il binario narrativo principale. La formula di gioco è anch'essa molto simile, offrendo missioni di assassinio, intercettazione, combattimento; la varietà, scarsa per l'esattezza, è più o meno la medesima vista in passato.
Quello che lascia disarmati è la pochezza del materiale offerto. L'avventura è composta di soli 5 capitoli (in realtà sono 7 ma il primo è l'ultimo decisamente brevi) della durata di circa 30-40 minuti l'uno e sì, ci sono missioni opzionali e monete nascoste sparse un pò ovunque, ma anche nel caso decidiate di completare il titolo in tutte le sue sub-quest non vi verranno richieste più di sei ore della vostra esistenza. La prima fa si che il gioco non necessiti dell'approccio stealth che lo dovrebbe contraddistinguere, riducendo il tutto ad un normale action adventure in terza persona, un approccio che si sposa ancora peggio con lo schema di combattimento adottato per abattare le guardie nemiche, un unico tasto da ripetere con lo stesso identico tempismo ad libitum.
Per quanta riguarda la linearità, sembra di trovarsi davanti ad un tutorial dall'inizio alla fine del gioco: il giocatore, senza praticamente nessuna alternativa disponibile, è chiamato a seguire inequivocabilmente l'icona rossa che appare sulla mappa di gioco, ammirare la sequenza di intermezzo, eseguire il semplice compito, and so on.
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