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Test Drive: Ferrari Racing Legends - Recensione

Scritto da Michele Pattone   
Venerdì 27 Luglio 2012 15:49

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La serie Test Drive è una delle più antiche e longeve serie racing del panorama videoludico, con il primo episodio della serie che risale addirittura al lontano 1987. Nel corso degli anni il brand Test Drive ha sperimentato diverse formule ludiche, passando per le polverose strade off-road, fino alla 24 ore di Le Mans, per arrivare infine in tempi più recenti sulle isole di O'ahu e Ibiza in formato MOOR, abbreviazione di Massively Open Online Racing.

 

Nel annus domini 2012 Atari e Bigben Interactive decidono di affidare alla rinomata software house inglese Slighly Mad Studios (la stessa responsabile dei due capitoli della serie Need for Speed: Shift) il compito di realizzare un capitolo monotematico dedicato al mondo Ferrari, vera e propria icona dell’automobilismo mondiale. Niente più esperimenti, ma solo un vero e proprio omaggio a 360° alla scuderia del Cavallino Rampante. Ma la domanda è: la coppia Test Drive più Ferrari è vincente? Andiamo a scoprirlo, punto per punto, analizzando pregi e difetti del prodotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il cuore pulsante della modalità a giocatore singolo è strutturato in una formula di gioco che prevede tre campagne che ripercorrono 65 anni della storia della scuderia di Maranello, ognuna delle quali caratterizzata dalla possibilità di pilotare le vetture Ferrari tipiche del tempo: si passa così dalla Golden Era (1947- 1973), alla Silver Era (1974-1990), fino alla Modern Era (1990-2012). Ogni campagna presenta una rigida successione di sfide da superare, la quale prevedono sempre un duplice obiettivo, di cui uno principale (obbligatorio per il proseguimento dell’avventura) e uno bonus.

In totale si possono contare oltre 200 eventi, con una curva di difficoltà che a volte passa dal troppo facile al troppo difficile. E, per dirla tutta, non tutte le sfide offerte risultano particolarmente fantasiose e stimolanti. Se non altro però, grazie ai progressi ottenuti nelle varie campagne, è possibile sbloccare le autovetture e i circuiti per le altre modalità di gioco. Infatti, per tutti i coloro i quali preferiscono un approccio più immediato e meno complicato esistono anche le classiche formule “mordi e fuggi” come la gara veloce, l’attacco ai tempi migliori e via discorrendo. Niente di nuovo sotto il sole insomma, ma Test Drive Ferrari Racing Legenda riesce comunque a garantire una massiccia dose di longevità.


MOMENTO MIGLIORE

La grande varietà di macchine disponibili

MOMENTO PEGGIORE

Per sbloccare macchine e circuiti è necessaria una buona dose di tempo

 

 

 

 

 

 

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Una volta scesi in pista, ci si rende conto che il controllo delle vetture non è sempre preciso come ci si aspetterebbe; e sebbene il peso dei vari veicoli influisce più o meno significativamente sulla guidabilità, è impossibile non notare una certa tendenza ad un comportamento sovrasterzante delle quattro ruote, aspetto questo che rende difficile l’esecuzione di piccoli aggiustamenti di traiettoria con l’utilizzo del pad tradizionale. La situazione paradossalmente migliora qualora si dispone di un volante come il Logitech G27, capace di mitigare (parzialmente) l’effetto sgradevole precedentemente evidenziato.

Ambigua invece è la collocazione dello stile di gioco, che alla fine dei conti risulta essere un ibrido a cavallo tra una esperienza simulativa e un arcade, con una propensione a quest’ultima. In questa “terra di nessuno”, probabilmente scelta dagli sviluppatori per accontentare il maggior numero di fans possibili, si è comunque piuttosto lontani dalle raffinatezze dello stile di guida offerte da titoli come Gran Turismo 5 e/o Forza Motorsport 3, capaci di surclassare Test Drive Ferrari Racing Legends anche per ciò che riguarda lo sviluppo e l’implementazione dell’I.A. delle auto avversarie presenti in pista, che risulta priva di equilibrio: fin troppo morbida e accondiscendente a livello facile, iper-aggressiva ai livelli di difficoltà più elevati. E tutto ciò è davvero un peccato, considerando il pedigree del team di sviluppo.

 

MOMENTO MIGLIORE

Con un volante lo stile di guida non è poi così malvagio

MOMENTO PEGGIORE

Con il pad invece l’esperienza perde di consistenza

 

 

 

 

 

 

 



 

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