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Spider-Man: Dimensions - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Giovedì 07 Ottobre 2010 18:07

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Spider-Man: Dimensions è l'ultimo di una lunga serie di titoli per console dedicati al celebre eroe dei fumetti Marvel, chiamato a risollevare le sorti dell'Uomo Ragno che, almeno in campo videoludico, storicamente non ha mai potuto contare su un titolo all'altezza della fama e del blasone del personaggio.

E Spider-Man ci prova con tutte le sue forze, facendosi letteralmente in quattro in questa nuova avventura, con l'obiettivo di ripetere lo straordinario successo ottenuto qualche tempo fa da un altro tie-in come Batman: Arkham Asylum. Purtroppo, ed è bene chiarirlo fin da subito, Spider-Man: Dimensions rappresenta un passo indietro rispetto alla linea di eccellenza stabilita dal collega di stanza in Gotham City.

Partendo dalla storia, possiamo tranquillamente affermare che la stessa è stata concepita con l'unico pretesto di dare una sorta di credibilità logica al concetto delle quattro dimensioni: la Tavola dell'ordine e del Caos è stata frantumata in quattro dal nostro beniamino durante uno scontro con lo storico nemico Mysterio. Suddetta tavola, oltre a dividersi in quattro parti, è stata teletrasportata in quattro diverse dimensioni, ognuna popolata da una versione più o meno popolare del nostro eroe in calzamaglia. Questo, a grandi linee, è il background narrativo offerto da SpiderMan: Dimensions. Si poteva fare di più? La risposta, in questo senso, non può che essere sicuramente affermativa.

 

 

Nel creare Dimensions la software house Beenox, veterana del genere tie-in, ha scelto un design piuttosto lineare, ma sfortunatamente non al passo con i tempi e solo a tratti realmente godibile: i 12 livelli di gioco principali appaiono completamente slegati l'uno dall'altro, con il risultato di essere fin troppo "autoconclusivi" ed ispirati unicamente ad un particolare "Villain". Per queste ragioni la trama quindi risulta piuttosto spezzettata e senza nessun tipo di interazione crossover tra i vari personaggi in gioco.

Così come la storia, anche il buon Spider-Man si fa letteralmente in quattro, proponendo quattro versioni giocabili come Amazing Spider-Man (quello classico), Ultimate Spider-Man (dotato di tuta simbiotica), Noir Spider-Man (una versione anni 30' con giubbotto di pelle e calzamaglia nera) ed infine Spider-Man 2099 (vestito con tuta hi-tech in pieno stile fantascientifico). Queste diverse riproposizioni dello stesso personaggio riescono a differenziare certamente il gameplay di gioco, anche se purtroppo i cambiamenti di ritmo appaiono decisamente meno significativi rispetto a quelli che ci si sarebbe potuto, e forse dovuto, aspettare. Laddove Batman: Arkham Asylum aveva riscosso successo, ricreando un'ambientazione solida ed un gameplay variegato e constantemente in evoluzione, Spider-Man: Dimensions purtroppo fallisce il bersaglio grosso, proponendo una formula di gioco fin troppo ripetitiva nelle meccaniche e nella tipologia di sfida offerta.

Parlando delle varie ambientazioni, la dimensione "Amazing" è quella maggiormente incentrata sull'esplorazione, e risulta afflitta da una struttura decisamente lineare, proponendo stage che sono sì esplorabili a tutto tondo grazie alle capacità acrobatiche del protagonista, ma che comunque risultano strutturati in maniere semplice e soprattutto poco accattivante; a nostro modesto parere questa rappresenta una vera e propria occasione persa, in quanto sarebbe bastato utilizzare un level design più creativo, magari in grado di mettere in luce la capacità di arrampacarsi sui muri e camminare sulle pareti, aiutando così il gioco a rafforzare la sua identità aumentandone l'aspetto originale.

 

 

Per quanto riguarda la dimensione "Ultimate", la differenza con la sopracitata "Amazing" è insita nelle capacità combattive aggiunte dalla tuta simbiotica, la quale offre un notevole aiuto nelle sessioni di combattimento, con la speciale barra Rage che, una volta attivata, consente di fare più danni del normale. Purtroppo questa energia si scarica molto velocemente, a meno che non vengano uccisi di continuo i nemici su schermo, solitamente più numerosi rispetto ad altre locazioni.

Spider-Man in versione "Ultimate" purtroppo mette in luce un altro aspetto del titolo Beenox poco curato, ossia il sistema di combattimento. Nelle fasi di lotta infatti capita troppo spesso di trovarsi in situazioni altamente frenetiche e dal ritmo davvero troppo elevato, con gli stage che a volte sembrano più delle maratone che degli ambienti costruiti secondo una certa logica; peraltro tutta questa frenesia generale non lega neanche troppo bene con la telecamera fissa del gioco, calibrata a tratti in maniera discutibile, così come con il numero di mosse effettuabili dal nostro alter ego, che per quanto risulti essere di modesto numero, raramente riesce ad appassionare.

Per quanto riguarda la versione "Noir", questa è caratterizzata da una formula di gioco stealth dove in ambienti prettamente scuri dovremo fare attenzione alle zone di luce per non essere scoperti e mitragliati dai gangstar di turno. In linea di massima il sistema funziona, e rende il gioco sicuramente più apprezzabile grazie ad un ritmo più vario ed intelligente. Purtroppo anche in questo non è tutto rose e fiori, infatti l'intelligenza artificale dei nemici è pressocchè nulla se paraganota ad altri titoli dello stesso genere. Lo stile grafico poi, per quanto inizialmente appaia originale, annoia dopo qualche ora di gioco.

 

 

Ultima delle quattro dimensioni di gioco è quella "2099", piuttosto simile alla "Ultimate" perchè incentrata prevalentemente sul combattimento: in questo caso al posto della barra Rage è presente un altro indicatore energetico, utilizzato ad uso e consumo del giocatore per fermare il tempo nel caso si vogliano schivare proiettili vari o determinare i punti deboli del nemico. Alcune frenetiche sessioni di inseguimento in percorsi ad ostacoli rendono l'esperienza un pizzico più originale rispetto alla norma.

Tirando le somme ciò che non convince di Spiderman Dimensions sono la sua acidula amalgama di situazioni lineari e preconfezionate, prive di creatività e varietà di fondo: nessuna delle caratteristiche del gioco possiede uno spessore tale o una sinergia con le altre da permettere a questo videogioco di creare quelle elaborate ramificazioni cerebrali che consentono all'essere umano di divertirsi. Il personaggio non si evolve in maniera sempre soddisfacente e gli ambienti di gioco non offrono un grande spessore ludico: quello che ne rimane, a conti fatti, è un titolo capace di offrire un valido quantitativo di ore di gioco e di sfida, ma che difficilmente riesce ad esaltare gli animi.

Per cercare di ravvivare un design che altrimenti sarebbe apparso fin troppo sterile, il team di sviluppo ha ideato una interessante sistema di potenziamento, tramite la proposizione di 180 sfide, disseminate nel corso dei 12 livelli di gioco, abbastanza diverse tra loro: ad esempio ci sono quelle che richiedono il ritrovamento di vari oggetti nascosti, oppure quelle che impongono determinate condizioni negli scontri con nemici standard e boss, quelle per le fasi stealth, e via discorrendo.

Per quanto riguarda il comparto tecnico il titolo sviluppato da Beenox si difende piuttosto bene per quello che riguarda la solidità del personaggi: il cartoon shading utilizzato rende sicuramente giustizia al nostro eroe, e lo stesso vale per i numerosi boss di fine livello e per i nemici standard. Di contro gli ambienti risultano generalmente poco ispirati e poco accattivanti, eccezion fatta per quelli in tinte opache della dimensione Noir. Il comparto audio è sicuramente solido sul fronte del doppiaggio e degli effetti sonori, mentre un pò altalenante è la qualità delle tracce audio, dove arrangiamenti validi si alternano con altri decisamente più anonimi e ripetitivi.

 

 

Commento Finale

Spiderman: Shattered Dimensions rappresenta un passo indietro sulla concezione di tie-in diffusa all'inconscio collettivo dall'eccellente Batman: Arkham Asylum; al contrario del titolo di Rocksteady Studios
consigliamo l'acquisto del gioco soltanto ai veri appassionati del genere action e a chi proprio non può resistere al fascino del supereroe targato Marvel.

La longevità e il replay value sono sicuramente sopra la media,
grazie al sistema del potenziamento ad obiettivi e alla presenza di diversi livelli di difficoltà; quello che però non convince completamente è la mancanza di momenti davvero memorabili.

 

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