Singularity - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Giovedì 15 Luglio 2010 13:07

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Singularity non è un prodotto figlio dei nostri tempi, per molti versi. Sebbene graziato dalla presenza di innumerevoli ninnoli giocosi in grado di fornire all'intera esperienza quel sapore di BioShock che tanto successo riscuoterà tra i polverosi cassetti della memoria di molti aficionados della creatura targata Irrational Games, l'ennesima escursione di Raven nell'affollato settore degli FPS è ludicamente poco innovativa e tendenzialmente avara di sorprese.

La trama, un coacervo narrativo in cui vengono accomodati le solite aberrazioni post-atomiche frammiste ad altrettanto banali congetture storiche, non è il punto forte di Singularity. La qualità del plot non esalta, ed il narrato evolve banalmente verso momenti contenutisticamente abbastanza prevedibili.

La Grande Russia è in ginocchio e leader spietati tramano alle spalle della popolazione, ma a Singularity ciò non interessa: ride. Sogghigna alle spalle del videogiocatore, convinto di stare per prendere parte ad una vicenda magistralmente diretta da una regia virtuale puntigliosa ed efficace, sostenuta da un gameplay fresco e degno di nota.

Invece è soltanto un abbaglio, perché il titolo Activision prende Quake (o Wolfenstein, fate vobis), vi aggiunge qualche feature extra già vista in tonnellate di produzioni simili e annacqua il tutto sotto un'incessante pioggia di battaglie raramente illuminanti per ritmo di gioco e densità di spunti d'interesse. Un titolo nella media, direte. Esatto: a Singularity, questa definizione calza a pennello.

 

 

Reparto tecnico decisamente godibile ma difficilmente definibile orgasmico, divertente quanto basta, quasi asfittico nel level design, latore di una serie di ambientazioni di media grandezza unite da poco praticabili corridoi zeppi di mostriciattoli, scarsamente longevo in singleplayer e salvato da una modalità multiplayer non senza pecche, la creazione in oggetto manca il bersaglio grosso, e di parecchio, a meno che il vostro sparatutto ideale non sia costituito unicamente da processi blastatori incondizionati.

Una mezza dozzina di armi vengono affiancate da abilità telecinetiche e temporalmente regressive potenzialmente in grado, da sole, di spalancare le porte verso il Paradiso del gaming. E invece no: raramente servirà cambiare i due strumenti offensivi trasportabili nel corso dell'avventura.

Basta tenere uno shotgun a portata di mano per gli scontri ravvicinati ed una mitraglietta per trapassare gli avversari più distanti e la tensione ludica svanisce in un istante, orfana di ogni elemento strategico eventualmente originabile da una più accorta pianificazione della scelta dell'arma.

I poteri speciali offerti da un particolare guanto installato sulla mano del protagonista aggiungono qualcosina, ma risultano poco importanti ai fini della pugna virtuale, se non in particolari frangenti in cui è chiaramente consigliato lo sfruttamento di tali skill. Puzzle abbastanza poco incisivi, che vengono proposti nel corso dell'avventura ad ogni pié sospinto, non elevano lo spessore giocoso di Singularity.

 



 

La componente online di Singularity presenta una connotazione spartana, ma che nella sua semplicità risulta essere moderatamente appagante e coinvolgente, specie nel breve-medio periodo.
Le uniche modalità disponibili per il multiplayer competitivo sono infatti due classici come il deathmatch a squadre ed una intrigante variante del king of the hill.

Quest’ultima, denominata “Sterminio”, è sicuramente la più stimolante tra le due, nella quale si contrappongono una squadra rappresentata da soldati russi impegnata nell’attivazione di tre radiofari presenti sulla mappa, mentre l’altro team composto da creature mutanti ha il compito primario di difendere tali strutture e respingere gli invasori.

Per soddisfare i criteri di vittoria ogni fazione deve rispettare alcune regole basilari incentrate principalmente sul tempo, limitato a 5 minuti per ogni conquista o difesa del radiofaro. Terminato il turno, le squadre subiscono un cambio di fazione e si ricominciano gli scontri a parti invertite.

Niente di particolarmente innovativo quindi, ma la possibilità di scegliere tra quattro classi differenti per fazione, ognuna peraltro dotata di armi e abilità speciali da usare sul campo di battaglia, rende la formula estremamente avvincente.

 



 

L’unica nota stonata deriva dalla penuria di mappe disponibili (solamente tre), per giunta anche piuttosto limitate in termini di estensione; da questo punto di vista è certamente auspicabile che Activision e Raven Studios forniscano in tempi ragionevoli nuovi contenuti scaricabili capaci di ampliare le locazioni attualmente presenti nel gioco base.

Detto questo, segnaliamo che nel corso dei nostri test-match online il net-code non ha presentato particolari inconvenienti o problematiche (niente lag o disconnessioni), ad eccezione di un sistema di matchmaking a volte non esattamente impeccabile per ciò che riguarda la suddivisione automatica delle squadre; degna di nota invece la caratteristica che permette di visualizzare il valore di ping dei giocatori, elemento questo che permette di verificare la bontà delle connessioni in maniera decisamente più curata e precisa rispetto alle tradizionali "tacchette".

 

 

Commento Finale

Singularity è il prodotto che ti aspetti da gente cresciuta a pane e Quake.

Raven dimostra infatti la propria indubbia capacità di produrre sparatutto in prima persona godibili e frenetici quanto basta.

Il titolo Activision incarna le qualità tipiche di un buon prodotto? Sicuramente.

E' all'altezza di capolavori seminali quali BioShock e Call of Duty? Decisamente no.

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