Nel 2005 Capcom diede vita, su Playstation 2, alla serie Sengoku Basara (nota in Occidente come Devil Kings), picchiaduro a scorrimento ambientato all'epoca del Giappone feudale, quando la guerra civile era prorompente e gli scontri tra i feudi che si contendevano il dominio del paese erano numerosi e sanguinolenti. Forte di un discreto successo commerciale, l'anno successivo uscì Sengoku Basara 2, restando però esclusivamente ad appannaggio dei mercati orientali, e creando dunque un'interruzione nella continuità logico-temporale della serie. Nel 2010 il publisher giapponese decide di rilanciare il brand a livello mondiale, realizzando Sengoku Basara: Samurai Heroes per il sistema di intrattenimento ad alta definizione di casa Sony.
Trattandosi di un sequel, la storia di Sengoku Basara: Samurai Heroes segue il filo narrativo interrotto nel precedente capitolo, elemento questo che comporta una naturale difficoltà per i giocatori nella compresione dello stesso: questo terzo episodio si colloca nella fase più tarda del periodo Sengoku, quando ormai due personaggi importanti come Toyotomi Hideyoshi e Oda Nobunaga sono già morti. Ora il paese risulta frammentato, con la presenza delle forze predominanti costituite da Ieyasu Tokugawa e Mitsunari Ishida. La storia, oggettivamente, non è presentata nel migliore dei modi, poichè viene illustrata tramite discorsi statici e con pochissimi video, peraltro neanche tutti realizzati in computer grafica; questa scelta determina uno scarso coinvolgimento emotivo nel giocatore, il quale potrebbe essere tentato di saltare i (noiosi) discorsi che intercorrono tra i vari generali.
Da un punto di vista concettuale Sengoku Basara è, nel bene e nel male, il Dynasty Warriors secondo Capcom: strutturalmente identico al titolo Koei, si differenzia dallo stesso per un sistema di combattimento più vario e divertente, dove per ogni personaggio è possibile utilizzare un attacco semplice ed uno potente, con gli altri tasti del controller adibiti alla parata dei colpi e i salti, mentre l'attacco speciale Basara (l'equivalente del Musou presente in Dynasty Warriors) e l'Hero Time, un particolare stato del personaggio che rallenta il tempo e potenzia le caratteristiche del nostro eroe, possono essere combinati per creare una mossa potentissima e ad alto tasso scenico. Dopo ogni battaglia il gioco permette di sbloccare nuove combinazioni che consentono così di variare maggiormente il set base di mosse disponibili, mentre la possibilità di potenziare le armi tramite il recupero di alcuni oggetti rari permettono agli eroi di diventare sempre più forti e procurare danni extra ai nemici.
Ogni condottiero è sempre seguito da un sottoposto, il cui comando può essere affidato ad un secondo giocatore, elemento questo capace di aumentare (e di molto) il divertimento complessivo dell'opera.
Il sistema di gioco alla base di Sengoku Basara: Samurai Heroes è di stampo decisamente classico: in ogni campagna si devono affrontare ordate di nemici e conquistare avamposti fino ad arrivare al boss finale di turno. Questa formula collaudata tende a migliorare in maniera progressiva in prossimità degli scontri contro i boss di livello più impegnativi, mentre risulta leggermente fiacca nelle fasi iniziali.
Tecnicamente il titolo non riesce ad offrire un'esperienza degna della potenza di PlayStation 3, anche a causa del fatto che l'opera era stata concepita originariamente per Nintendo Wii; quindi si tratta solamente di una rivisitazione in HD di ciò che era già stato fatto per un sistema decisamente inferiore per caratteristiche tecniche. Preso atto di ciò, c'è da anche da sottolineare che Capcom ha almeno svolto un lavoro sufficiente per ciò che riguarda il frame-rate del titolo che, nonostante l'alto numero di personaggi rappresentati contemporaneamente sullo schermo, non soffre di nessun rallentamento significativo. Le animazioni dei guerrieri poi sono veramente ben riprodotte e si incastrano perfettamente con le numerose azioni che i personaggi riescono a compiere. Peccato per le ambientazioni invece, le quali risultano alquanto scarne, e neanche tanto vaste quanto quelle offerte dai giochi della serie Dynasty Warriors.
La caratterizzazione dei personaggi chiave risulta poi abbastanza anomala, anche considerando l'epoca in cui si svolgono le vicende: vedere i condottieri assomigliare a famosi anime giapponesi (qualcuno ha citato "I 5 samurai"?), che impugnano motoseghe, pistole, fucili e mitra può lasciare più di qualche perplessità. Anche il comparto sonoro vive di fortune alterne, poichè se è vero che nelle fasi concitate delle battaglie è necessaria una colonna sonora capace di aumentare l'adrenalina dei giocatori, alcune volte si ha la sensazione che non sia adeguata al contesto storico. Ottimo lavoro invece quello svolto dai doppiatori americani per ciò che riguarda i dialoghi, anche se non sarebbe dispiaciuto avere la possibilità di scegliere un'opzione per selezionare la lingua giapponese.
Un punto forte del titolo è senz'altro rappresentato dalla longevità, coadiuvata dalla possibilità di utilizzare ben sedici personaggi, di cui sei iniziali e dieci da sbloccare gradualmente, ognuno dei quali dotato della sua campagna personale formata da otto battaglie: durante il proseguo della storia il giocatore deve operare tra scelte diverse, alcune delle quali in grado di modificare l'epilogo della storia. Un ultimo appunto per la modalità multigiocatore, che anzinchè permettere il multiplayer online prevede esclusivamente quella in locale, che sebbene riesca a risollevare un pò le sorti del titolo, non riesce a rafforzare le qualità generali del prodotto.
Commento Finale
Sengoku Basara: Samurai Heroes è un titolo sicuramente divertente e può essere considerato come una valida alternativa alla serie Dynasty Warriors (che comunque rimane globalmente superiore al prodotto di Capcom), anche grazie a un sistema di combattimento vario e ben strutturata ed una longevità più che soddisfacente, ma che trova nella mancanza di idee veramente originali ed in una realizzazione tecnica mediocre i suoi punti deboli. Consigliato solamente agli amanti dei beat'em up in astinenza.