Sacred 2: Fallen Angel - Recensione |
| Scritto da Antonio Del Giorno | ||||
| Giovedì 11 Giugno 2009 15:43 | ||||
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Benvenuti nella sterminata terra di Ancaria, meraviglioso continente degenerato nel caos più totale a causa della classica sete di potere della fazione malvagia di turno; la posta in gioco è la mistica energia “T”, fonte di sanguinarie guerre civili all’interno dei precari confini del paese, destinati ormai alla rapida dissoluzione nell’oblio della morte e della devastazione. Fine ultimo dell’avventura sarà quello di ripristinare l’ordine e la pace, o di incentivare l’inabissamento della vostra terra natale, a seconda che decidiate di intraprendere la campagna in nome della luce, o quella all’insegna delle impenetrabili tenebre del male. Il setting gode di una collocazione temporale anteriore di circa 2000 anni rispetto alle vicende che hanno avuto luogo nel primo, discreto episodio della saga, in un affascinante contesto chimerico moderato da magia e tecnologia. Come avrete capito, la trama di Sacred 2 è elemento piatto e marginale all’interno della conservativa opera hack & slash forgiata da Ascaron Entertainment, caratteristica peculiare della stragrande maggioranza delle produzioni del genere. Parlando di generi, è evidente come l’offerta alla base di Sacred 2 appartenga ad una categoria videoludica inflazionata da svariate annate; elemento che di per sè non sarebbe necessariamente un punto a sfavore, ma lo diverrebbe nel momento in cui la cruciale (e doverosa) ventata innovativa appaia debole o sia del tutto assente: è proprio questo il caso del prodotto confezionato dalle stagionate menti dei ragazzi di Ascaron. La routine imposta sin dall’inizio del viaggio è tristemente obsoleta. Si tratta dell’ordinario andirivieni da un villaggio all’altro, intervallato da costanti combattimenti in button mashing, sezioni esplorative a non finire, ed un numero incalcolabile di quest primarie e secondarie (degne del più feroce dei "dialogue skip"), consistenti ora nella ricerca di particolari gingilli da collezione, ora nell’annientamento del gruppo di ostili o del boss di turno. A dare profondità ed un minimo di spessore al tutto, è l’articolato sistema di abilità ed arti magiche, complessivamente ben congegnato ed intuitivamente implementato grazie ad una funzionale configurazione dei comandi, la quale riesce a sostituire decentemente l’impareggiabile binomio composto da mouse e tastiera. Si tratta, in fin dei conti, dell’old style hack & slash in tutta la sua genuinità, discretamente traslato sui pratici pad di Xbox 360 e PlayStation 3, fatta eccezione per alcune fastidiose lacune (vedi la scarsa maneggevolezza dell’inventario). In termini di longevità, Sacred 2 ha veramente molto da offrire, quantitativamente parlando. La valanga di quest disseminate lungo lo smisurato mondo virtuale di Ancaria vi terrà incollati al teleschermo per decine di inesauribili ore, ma non preserverà la vostra pazienza dalla spietata monotonia insita nel gameplay; per questa ragione Presstart si sente di consigliare un approccio esclusivamente multiplayer, e preferibilmente via Playstation Network (o Xbox Live), dove fino ad un massimo di quattro utenti è permesso cimentarsi nella stessa partita.
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