Naughty Bear - Recensione |
| Scritto da Riccardo Bindella | ||||||
| Lunedì 12 Luglio 2010 11:11 | ||||||
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Dopo averci emozionato e divertito con diversi trailer-parodia, l'ultima creatura pubblicata da 505 Games e sviluppata da Artificial Mind and Movement arriva finalmente sugli scaffali dei negozi italiani. Su Perfect Island gli orsacchiotti vivono un'esistenza serena fatta di festa, cortesia ed amore per il prossimo; comportamenti sociali ai quali il nostro Naughty, protagonista della vicenda, non è solito conformarsi. Per questo motivo il povero orsetto è stato pian piano emarginato dal resto della comunità. Lasciato in disparte sempre più frequentemente, il povero Naughty raggiunge il limite della sopportazione il giorno del compleanno di Daddles, al quale, pur non essendo stato invitato, aveva comunque tentato di parteciparvi portando con sè un presente per il festeggiato.
Le prese in giro degli orsetti ai danni di Naughty hanno fatto il resto: scattata la molla della violenza Naughty ha deciso di cominciare a fare a modo suo, torturando e spaventando senza pietà gli abitanti di Perfect Island. Il sistema di progressione è ben studiato: per sbloccare nuove sfide si rende necessaria l'archiviazione di un numero prestabilito di medaglie di un determinato tipo. Come detto in precedenza, il gioco è suddiviso in sette capitoli, nei quali progressivamente viene raccontata la divertente storia del titolo con sequenze animate sviluppate direttamente con il motore grafico senza ricorrere a cut-scene prerenderizzate. Le locazioni incluse in Naughty Bear non sono molte, e quello che cambia con il progresso dell'avventura è la tipologia di sfida offerta, che nelle fasi più concitate ci vede affrontare militari-orso, ninja-orso, zombie-orso e perfino unicorni-orso.
Il motivo è semplice: come detto in precedenza, il titolo è costruito principalmente su un sistema a punti, dove conoscere al meglio l'ambiente, l'intelligenza artificiale di un particolare tipo di orso e l'ubicazione dei power-up delle tante armi è essenziale per raggiungere le vette dello scoring (tra l'altro è presente anche la classifica online per confrontare il proprio punteggio con quello degli altri giocatori). Il sistema che determina i risultati è sicuramente ben progettato: spaventando, uccidendo e torturando i nostri "amici" orsacchiotti aumenteremo in maniera crescente un moltiplicatore in rapida discesa con il passare del tempo il quale rende necessario dunque compiere con una certa rapidità i nostri atti truculenti, e ci conviene farlo anche con una certa inventiva, dato che il gioco riconosce le azioni più abusate ed incentiva dunque l'utilizzo di tattiche ed armi diversi, comprese le varie interazioni con l'ambiente. Abbiamo parlato di 35 sfide, ed infatti per ogni capitolo si rendono via via disponibili sfide speciali che prevedono l'utilizzo di un determinato comportamento da parte del giocatore, come ad esempio uccidere tutti gli orsacchiotti, rimanere nell'ombra senza venire scoperto, fare il massimo punteggio possibile senza colpire nessuno e via dicendo. La presenza di tanti tipi di power-up, costumi alternativi potenziati, armi e trappole rende lo spettro di possibilità ancora più interessante.
Quello che, in fin dei conti, rappresenta un buon esempio di design generale purtroppo viene oscurato da una realizzazione mediocre e grossolana; partendo dalla grafica, che potrebbe pure andare bene quanto meno per pulizia e nitidezza, afflitta da seri problemi di frame-rate che rendono difficoltosa l'interpretazione della situazione da parte del giocatore; la qualità audio è anch'essa piuttosto scadente, con musiche ripetitive ed effetti sonori scialbi che non riescono ad offrire un livello di immersione tale da permettere al giocatore di calarsi nel mondo di Perfect Island. Parlando più strettamente di gameplay, il titolo ha un sistema di controllo fin troppo semplice, dove le azioni da compiere sono sempre le stesse e risulta quindi noioso giocare per sessioni troppo lunghe. Anche a livello di bilanciamento sono presenti pecche piuttosto evidenti: l'abuso delle zone di erba alta, utilizzate al fine di nascondersi agli sguardi dei nemici, rende alcune missioni una vera passeggiata, mentre altre risultano quasi frustranti, specialmente quelle con determinate condizioni speciali. Chiude il cerchio di aspetti negativi una deludente modalità multigiocatore e la presenza di sporadici freeze del sistema che certamente non rendono giustizia ad un videogioco pubblicato nel 2010.
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