Mafia II - Recensione |
| Scritto da Fabrizio Valenti | ||||||
| Giovedì 23 Settembre 2010 23:59 | ||||||
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Correva l'estate del 2002 quando Illusion Softworks diede alle masse quel capolavoro che, ancora oggi, rimane indelebile nei cuori di milioni di fan; un'opera in grado dividere il mondo videoludico tra i sostenitori di GTA III, da poco uscito, e Mafia: The City of Lost Heaven. Esattamente 8 anni dopo, 2K decide di bissare l'opera, consegnando a tutti noi Mafia II. In questo seguito vestiremo i panni di Vito Scaletta, siciliano immigrato da piccolo con la famiglia nel primo dopoguerra, ad Empire Bay in America. Vito ha visto suo padre lavorare duramente ogni giorno, fino alla prematura morte e questo lo ha convinto che vivere secondo la legge non avrebbe fatto al caso suo. Ben presto il suo destino si incrocia con quello di Joe Barbaro, il bullo del quartiere che diviene il suo migliore amico. Insieme i due mettono in piedi un'attività portata avanti da tanti piccoli crimini, e nel frattempo osservano i ricchi mafiosi sognando di diventare un giorno come loro. Negli anni '40 in uno dei loro crimini Vito viene arrestato, ma a causa della Seconda Guerra Mondiale, invece che in prigione viene arruolato e spedito in Sicilia. In seguito a una ferita procuratasi, ritorna in America, dove trova ad attenderlo il suo amico Joe. I due riprendono l'attività che, grazie alle conoscenze di Joe, era destinata ad arricchirsi; infatti l'ingresso in una delle famiglie più potenti della città è imminente...
La trama del videogioco si compone di 15 capitoli, divisi in due particolari momenti: una parte raccontano la vita a metà anni 40, in una Empire Bay fredda, imbiancata dall'inverno e rigida per via della guerra; l'altra la vita ad inizi anni '50, in pieno "boom" economico, capace di trasformare non solo la società ma addirittura i colori cittadini, grazie ad una primavera da poco sbocciata. Non mancano citazioni direttamente dal primo Mafia, ma anche da grandi opere cinematografiche quali "Il Padrino", "C'era una volta in America" e "Quei bravi ragazzi"; e proprio da quest'ultimo film i programmatori sembrano aver preso spunto per caratterizzare Joe Barbaro, che assomiglia particolarmente allo straripante Tommy DeVito, interpretato nella pellicola sopracitata dal premio Oscar Joe Pesci.
Il titolo strizza l'occhio al free roaming solamente in apparenza, ma bisogna notare che al di fuori della trama principale il giocatore avrà ben poche cose da fare, se non modificare macchine, cambiarsi d'abito o bere qualcosa in un locale. L'assenza di un qualsiasi minigioco deficita notevolmente l'esperienza finale, tanto da far ipotizzare che ragazzi di 2K non abbiano avuto il tempo o le possibilità di includere varianti nella formula base. A parte questo la giocabilità di Mafia 2 è ottima, grazie a sparatorie concitate beneficiate da un buonissimo feeling con armi splendidamente differenziate, risposta dei comandi ottima e fasi stealth capaci di spezzare saltuariamente dalla missione tipo, che segue il dogma: arrivare-ripulire-andarsene. Anche il sistema delle sezioni di guida risulta essere molto convincente, rappresentato dalla difficile tenuta sulla neve di mezzi pesanti negli anni '40, e dalle spericolate derapate con bolidi degli anni '50. Peccato solo che si sarebbe potuto utilizzare questi momenti in modo migliore: nel gioco infatti questi rappresentano un mero mezzo di trasporto da un punto ad un altro, con ben pochi inseguimenti, deficitati ancora di più da una polizia dotata di un I.A. oltremodo casuale: a volte le forze dell'ordine non degnano di uno sguardo i giocatori nonostante il limite di velocità superato, altre volte tengono un comportamento iper-sensibile anche su inesistente tamponamento. In Mafia 2 tornano anche i cari vecchi benzinai, sebbene con un peso specifico minore, perché durante la trama non se ne sente quasi mai il bisogno. Il comparto tecnico presenta alti e bassi, almeno nella versione per PlayStation 3 da noi provata: tutti i personaggi principali, la città e i veicoli sono curati perfettamente, sia in termini di texture che per quanto riguarda animazioni, che risultano decisamente convincenti. Purtroppo tale dedizione non è stata utilizzata per i personaggi marginali come i passanti, poliziotti, negozianti e benzinai, pressoché tutti uguali tra loro.
Elogio particolare per l'utilizzo del Physix Engine di Nvidia, capace di riprodurre magistralmente gli scontri tra macchine o l'interazione con l'ambiente di gioco (vi divertirete a vedere colonne sgretolarsi sempre di più sotto i colpi del vostro fidato Thompson), ma anche il progressivo deteriorarsi delle macchine, o la riproduzione particellare di fuoco, fumo ed esplosioni, degne di film hollywodiani. Peccato che tutto ciò inficia pesantemente la fluidità del titolo, che a tratti fatica a mantenere la soglia dei 30fps.
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