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Killzone 3 - Recensione

Scritto da Fabrizio Valenti   
Mercoledì 09 Marzo 2011 22:03

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E' innegabile che la serie Killzone sia riuscita a conquistarsi, nel corso degli anni, un notevole rispetto da parte della comunità di videogiocatori: partendo dal primo Killzone per Playstation 2 e Killzone: Liberation per PSP, discreti ma incapaci di ottenere un successo completo, Guerrilla Games ha ottenuto la sua personale consacrazione solamente con Killzone 2, capace di rappresentare una vera e propria pietra miliare nel panorama dei giochi pensati per il secondo monolite nero di Sony. A tre anni di distanza da quello spettacolare episodio, torniamo ad analizzare ciò che, fin dalle prime battute, promette di essere il suo degno erede: Killzone 3.

 

 

 

 

 

 

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La trama di Killzone 3, attraverso un flashback, riprende esattamente laddove si era concluso il secondo capitolo, con l'assassinio dell'imperatore Helghast Scolar Visari, per mano delle truppe terrestri ISA. Tale perdita scuote notevolmente l'esercito di Helghan, che in mano al Senato, vive momenti di tensione interni a causa di due forti personalità quali quelle di Jorhan Sthal, armatore dell'esercito, e l'ammiraglio Orlock, tutti e due ambiziosi di potere e sicuri di condurre vittoriosamente il popolo Helghast contro la minaccia degli ISA. Questi ultimi però, decimati dall'estenuante guerra, si vedono costretti ad indietreggiare a causa anche di una nuova e devastante arma usata dagli Helghast, fino a che Narville, il comandante ISA, non viene catturato per essere giustiziato davanti a tutta la popolazione di Helghan. Toccherà a Sevchenko, il nostro alter-ego nel videogioco, insieme a Rico e alle ultime truppe ISA, riuscire a salvare il loro comandante e sventare un pericoloso piano ingegnato da Sthal per distruggere la Terra.

Ciò che si contestava maggiormente a Killzone 2 era l'eccessiva linearità della storia, ma in questo terzo capitolo sembra che le critiche siano state ascoltate e ben recepite dalla software house, e nonostante la comunque presente linearità, sono state aggiunte molte fasi alternative, come un'intero livello all'interno di un mech, oppure in carri armati, o ancora in navicelle spaziali, o anche il gradito ritorno del jet pack, senza contare anche qualche fase prettamente di stampo stealth.

A differenza del predecessore però si evince una più superficiale caratterizzazione dei personaggi, che nonostante l'impressionante mole di filmati e i caratteri contrastanti di alcuni "attori", sembra sia stata trascurata a favore di un'immersione più semplice nell'azione vera e propria.


MOMENTO MIGLIORE

I battibecchi tra Rico e Narville

MOMENTO PEGGIORE

Scoprire che Jorhan Stahl, altri non è che la versione albina di Joker

 

 

 

 

 

 

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Come lo era stato per Killzone 2, anche in questo sequel è stato mantenuto l'ottimo lavoro svolto con il gameplay, e addirittura migliorato. I comandi risultano molto più reattivi, pur mantenendo quella sensazione di pesantezza reale nell'utilizzo delle armi. Come equipaggiamento base, è possibile portare con noi un fucile, una pistola e un'arma pesante, ma durante il corso dell'avventura è presente la possibiltà poter staccare le mitragliatrici pesanti o i lancia missili dalle loro postazioni sul campo.

Nonostante un'intelligenza artificiale alcune volte un pò sottotono, bisogna riconoscere il fatto che i nemici utilizzano tattiche credibili per attaccare, tramite accerchiamenti, lancio di granate, distruzione dei ripari; per queste ragioni in Killzone 3 uscire dal riparo e sparare all'impazzata conduce fatalmente a morte certa; per evitare ciò è necessario un sapiente utilizzo del tasto L2, equivalente dell'accucciarsi, della scivolata durante la corsa e della copertura dietro un qualche riparo. Decisamente meno brillante l'I.A. dei nostri compagni che utilizzano quasi sempre il fucile d'ordinanza senza mai cambiare tipo di arma, e incapaci di utilizzare tattiche specifiche se non quella di avanzare senza nessun ripensamento, portandoli più e più volte alla morte. Fortunatamente almeno Rico il più delle volte agisce in maniera realistica, cercando di coprirsi il più possibile per poi uscire e sterminare quanti più Hig possibile.

Una delle novità introdotte dagli sviluppatori di Guerrilla Games risiede nel fatto che durante la campagna il nostro personaggio può essere rianimato dal compagno di turno, elemento questo che mitiga parzialmente alcuni passaggi davvero ostici.

Decisamente positiva anche l'implementazione del Playstation Move all'interno delle dinamiche del gioco: Killzone 3 supporta infatti pienamente la periferica Sony, che può essere utilizzata sia in modalità a giocatore singolo che in multiplayer, in accoppiata al Navigation Controller o al pad per gli spostamenti. Dopo un'iniziale senso di disorientamento si evince subito quanto questo titolo sia la prima vera killer application per questa periferica, visto che la differenza rispetto al controllo tradizionale con il pad si sente e non poco: certo, alcune volte bisogna fare i conti con la frustrazione di vedersi spostare la telecamera, essendo quest'ultima legata al mirino, ma anche questo problema può essere risolto regolando il corrispettivo parametro.

 

MOMENTO MIGLIORE

Utilizzare per la prima volta il Jet Pack

MOMENTO PEGGIORE

Il non riuscire a nascondersi bene nei ripari, e venire ucciso sistematicamente da una difficoltà che non perdona

 

 

 

 

 

 

 



 

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