Dynasty Warriors: Strikeforce - Recensione

Scritto da Fabrizio Valenti   
Lunedì 08 Marzo 2010 22:08

Dynasty Warriors: Strikeforce

 

Come ogni anno, Tecmo-Koei non può esimersi dal creare l'ennesimo titolo che ripercorre le avventure della saga de "I Tre Regni". Un evento che ci rende assai radiosi, perchè in fin dei conti, nel bene o nel male, ogni Dynasty Warriors riesce a rapire i nostri cuori, vogliosi come siamo di tanta azione e adrenalina.

Precedentemente uscito in versione portatile (fattore che si farà notare e non poco), ecco che Dynasty Warriors: Strikeforce sbarca anche sui circuiti delle nostre amate console casalinghe.

La storia ci porta indietro nel tempo, in una Cina d'inizio 200, in cui il controllo del territorio veniva conteso tra i tre più grandi regni: Wu, Shu e Wei. Il nostro compito sarà quello di schierarci con uno dei regni, e scegliere uno tra i tanti guerrieri che compongono ogni famiglia, ripercorrendo assieme a lui le varie vicissitudini che hanno portato questa storia a diventare mitica. Iniziando con l'ormai classica "Insurrezione dei Turbanti Gialli", dovremo conquistare la totalità del territorio, fino a far prevalere il nostro regno sugli altri.

 

 

Il gameplay del nuovo Dynasty Warriors, ormai considerato un marchio di fabbrica e difficilmente diversificabile, riesce sempre ad appassionare per la sua freneticità, resa ancor più imponente dall'aggiunta in gioco della modalità "Fury", che va a sostituire il classico "Musou", trasformando il nostro guerriero in una sorta di demone, potenziando esponenzialmente le sue abilità e le sue caratteristiche.

Come dicevamo inizialmente, il fatto che il gioco sia un porting di una versione portable trascina con sé alcune problematiche; quella più evidente è sicuramente il campo di battaglia. Non appena ci viene accennato solamente il nome del franchise Koei, pensiamo subito alle mappe infinitamente grandi e al numero incredibile di nemici presenti sul campo. In quest'ultima versione, però, per ovviare ai problemi di memoria derivati dalla console portatile, i campi sono stati divisi in piccole aree, accessibili tramite collegamenti che comportano parecchi caricamenti snervanti, e i nemici su schermo sono stati sensibilmente ridotti rispetto al passato. Una vera spina nel fianco per un gioco che punta tutto nell'azione sul campo di battaglia.

I programmatori però hanno cercato di non deludere troppo gli afecionados, inserendo un'evoluzione dei personaggi davvero ben fatta, che strizza l'occhio ai comuni RPG. Avremo infatti a disposizione un nostro villaggio, in cui poter tornare a ristorarci e che potremo ingrandire, il quale contiene varie attività in cui comprare potenziamenti, creare e migliorare le nostre armi, arruolare nuovi generali o cambiare quello in uso, seguendo nel frattempo il progredire della guerra leggendo i vari annunci sulla bacheca.
Altra nota importante è il fatto che ora nessun guerriero è limitato a dover usare per forza le proprie mosse: basterà aggiungere nel nostro inventario una seconda arma per poter utilizzare anche le mosse di altri guerrieri.

Da un punto di vista strettamente tecnico, la cosmesi del titolo non fa gridare al miracolo, ma ne eravamo già consapevoli, in quanto Koei non ha mai puntato particolarmente su una grafica esageratamente pompata. Ci troveremo di fronte aree spoglie, ripetitive, con textures a volte imperfette e senza neppure l'ombra di una qualsivoglia interazione con lo scenario. Anche i nostri guerrieri non vengono esclusi da queste considerazioni, essendo costituiti da pochi poligoni e da una bassa qualità complessiva. Ma quando si parla di Dynasty Warriors, non è la qualità tecnica a riecheggiare: ogni versione di questo franchise ricicla sempre i motori delle vecchie edizioni.

Anche per ciò che riguarda il comparto sonoro, la situazione non è delle migliori: nonostante musiche evocative e ben orchestrate, queste restano nell'anonimato e non riescono a dare quell'incipit aggiuntivo durante la battaglia. La longevità del titolo invece si assesta come sempre su ottimi livelli, regalandoci decine e decine di ore di scontri, di oggetti segreti da trovare e, soprattutto, la possibilità di ricominciare ogni volta la storia con un personaggio diverso, e ce ne sono veramente per tutti i gusti.La modalità online ci permetterà di affrontare insieme ad altri tre amici tutte le missioni di gioco più altre 40 inedite, che ci consentiranno di scontrare super boss quali draghi e giganti, aggiungendo un pò di sale ad una minestra a tratti fin troppo riscaldata.

 

 

Commento Finale

Dynasty Warriors: Strikeforce deficita del fatto di essere principalmente un porting derivante da un'idea inizialmente pensata per console portatile, presentando scenari poveri e dalle dimensioni ridotte rispetto alle precedenti edizioni.

Una buona gestione del personaggio riesce a risollevare solo parzialmente il titolo, colpevole di troppe lacune, qualità tecnica in primis. Koei avrebbe fatto meglio a ri-sviluppare il titolo nativamente sulle console next-gen. Noi di Presstart consigliamo l'acquisto solo a chi è un vero fan del brand.

 

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