The Whispered World - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Domenica 18 Aprile 2010 17:19

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Il videogioco è, nella sua essenzialità, un filare di zero ed uno, due simboli per loro natura antitetici che, se giustapposti in maniera adeguata e dati in pasto ad un interprete capace, originano mondi virtuali governati da regole proprie, non forzatamente rispondenti alle leggi su cui si fonda l'attuale modellazione della realtà fenomenica.

The Whispered World è opera che rasenta la grandiosità, costruita capitalizzando sulla dimensione onirica dell'esistenza e capace di ergersi dal piattume che contraddistingue gran parte delle produzioni contemporanee proponendosi come creatura mutevole, camaleontica, in grado di rielaborare, con la propria cifra caratteristica, una struttura basilarmente classicheggiante

Caratterizzata da un ritmo insolitamente lento ma mai soporifero, l'avventura grafica di Daedalic Entertainment scolpisce cuore ed animo mediante una trama piena di spunti di riflessione, mentre cervello e bulbi oculari vengono graziati da puzzle decisamente ingegnosi così come da una glassa bidimensionale dalle forti tinte acquarellate.

 

 

La sensazione di trovarsi dinnanzi ad un manifesto di perfetto game design è una sensazione che si insinua forte nelle meningi, mentre spirito e vista vagano da un punto sensibile del fondale all'altro con l'unico scopo di compiere azioni in grado di fornire risposte soddisfacenti ad eventi ludici estremamente poco prevedibili a livello solutivo. Perché sia chiaro, The Whispered World aumenta la produzione di bile, coadiuvato da un livello di difficoltà decisamente più elevato di quanto la veste sbarazzina lasci intendere.

Pure il preambolo narrativo stuzzica adeguatamente: al povero clown Sadwick viene rivelato, in sogno, di essere la causa della fine del mondo fantasy di cui è sciagurato protagonista, mentre il narratore onnisciente, sghignazzando alle spalle dell'inconsapevole spettatore, si preoccupa di imbrigliare la storia incanalandola all'interno del primo dei quattro capitoli ricreativamente appaganti.

Gli aspetti che consentirebbero a Propp di ricondurre The Whispered World nell'ambito del genere fiabesco assumono significati più profondi conseguentemente all'introduzione di Spot, rilettura "larvale" dello stereotipo del cane amico dell'uomo, una figura bifunzionale che allieva le fatiche dell'eroe vestito da pagliaccio caricando il giocatore, al tempo stesso, dell'onere di riorganizzare lo schema di ragionamento classico col quale era solito interfacciarsi alle avventure grafiche.

 

 

Il meccanismo di divide et impera connaturato in ogni essere pensante fatica non poco, infatti, a sciogliere i nodi proposti da enigmi intriganti quanto basta da meritare un posto di rilievo in mezzo al mare magnum di titoli concettualmente vicini al gioco in esame, in particolar modo quando l'animale verde di Sadwick decide di erigersi a strumento funzionale per il gameplay. Mutando di struttura fisica, il verme è in grado di dipanare alcuni degli enigmi più entusiasmanti che Presstart sia in grado di ricordare.

Dal fitto andirivieni di spunti emotivi emergono, inoltre, il sotterraneo lavoro di approfondimento psicologico operato su Sadwick lungo tutta la durata dell'esperienza così come la relazione quasi filiare che lega il tenero clown a Spot, mappata biiettivamente tramite sottili corrispondenze fra gameplay e trama in grado, da sole, di stimolare l'analisi narrativa di una storia che offre il fianco, anche due, all'interpretazione personale.

L'avrete già capito, insomma, questo è tutto fuorché un mondo sussurrato, ulteriormente sconquassato da una colonna sonora qualitativamente sopra le righe e da un doppiaggio in lingua inglese di assoluto rilievo, due caratteristiche sinfonicamente accorpate per rafforzare l'intimo sentore di appartenere ad una dimensione altra, alternativa, splendida espressione di un'avventura completabile in circa dieci ore.

La comoda interfaccia di gioco, sulla quale vengono spalmate le tre azioni principali deputate a gestire l'interazione con le variegate ambientazioni del titolo, permette di estremizzare questo senso di straniamento, contribuendo ad instillare, nell'anima di chi ha acconsentito a respirare le delicate atmosfere veicolate dalla creazione binaria, un coinvolgimento difficilmente rintracciabile altrove, minato sporadicamente da ineluttabili battute di pixel hunting.

 

 

 

 

 

Commento Finale

La grandezza del titolo distribuito da Koch Media va individuata, in estrema sintesi, nello straordinario miscuglio di perizia tecnica e ricercatezza nel gameplay che Daedalic Entertainment ha saputo originare per realizzare una produzione quantomai meritevole di trovare posto nella ludoteca di ogni amante delle avventure grafiche.

The Whispered World è un piccolo capolavoro di umiltà e passione, le stesse virtù incarnate dal proprio, fiabesco, protagonista.

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