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StarCraft II - Recensione - Pagina 2

Scritto da Riccardo Bindella   
Mercoledì 11 Agosto 2010 12:37

Ma Starcraft e Brood War sono diventanti famosi oltre che per la squisita storia di sottofondo, anche per un comparto multigiocatore eccellente.

Battle.Net 2.0 ricopre un ruolo centrale in StarCraft 2, tanto da essere richiesta la connessione obbligatoria al server per poter accedere al gioco; solo una volta avuto l'accesso, è possibile gioca in modalità offline. Un sistema forse troppo invasivo, ma comunque al passo con i tempi, che tiene sotto lo stesso telone una community enorme.

Che giochiate la campagna single player o le rapide partite di classifica, sarete sempre in contatto con i vostri amici, andando così a rafforzare in questo sequel l'aspetto sociale che decretò il successo delle passate edizioni.

Il futuro avanza, ma spesso ci si dimentica del passato, ed ecco dunque sparire alcuni capisaldi delle precedenti installazioni.

In primo luogo non esiste, al momento (ci sia augura venga introdotta con future patch) una chat pubblica; una volta connessi al servizio, avrete l'opportunità di giocare con i vostri amici oppure di cercare tra le partite pubbliche (che non consentono di migliorare la propria posizione nel ranking) o in partite "Ladder", ossia quelle selezionate dal matchmaking del gioco e che consentono di avanzare di rango in un sistema a punti.

 



 

Il tutto avviene con estrema rapidità, e francamente non si sente eccessivamente la mancanza di una chat pubblica per scambiare opinioni con gli altri giocatori. Una partita dopo l'altra, neanche fossero i più buoni pasticcini del mondo, si giocano le partite Ladder alla ricerca di una rapida ascesa nella propria classifica.

Un matchmaking veloce è la deliziosa ciliegina sulla torta di un gioco veloce in origine; per quanto al profano, eccetto per qualche nuova unità, il titolo possa sembrare un rifacimento in alta definizione del primo StarCraft, il purista e l'affezionato non potranno certamente non notare i tanti cambiamenti nelle meccaniche di gioco.

Innanzitutto Starcraft 2, nonostante le iniziali lamentele da parte degli hardcore gamers, è un titolo moderno. Dimenticatevi l'HUD del primo capitolo e le sue limitazioni, ora è possibile fare qualsiasi cosa: i gruppi di unità e di edifici possono essere di qualsiasi numero, lo smart cast permette al giocatore di lanciare le abilità in maniera intelligente, ed i lavoratori adibiti al raccoglimento delle risorse agiscono in maniera automatica.

Una semplificazione di base questa che non ha reso necessariamente il sequel un titolo più facile da giocare, infatti una maggiore differenziazione delle unità e una più sostanziale influenza nel gameplay delle unità aeree conferiscono al titolo una sua ideologia ben precisa: veloci, snelle, dinamiche e variegate, le partite di StarCraft 2 in multigiocatore creano una dipendenza letale al giocatore interessato a scalare le classifiche.

Altro fattore delle partite multigiocatore che determina una differenziazione nella sua complessità di base è rappresentato da una maggiore varietà nelle mappe di gioco: le torri XelNaga consentono ai giocatori di avere un maggiore controllo visivo sulla mappa; inoltre ostacoli frantumabili, zone di fumo, minerali speciali e fogliame aggiungono spessore strategico ad ogni singola locazione del gioco.

E' ancora molto presto per parlare di bilanciamento, fatto sta che Blizzard pare intenzionata a mantenere una certa attenzione su questa delicata questione, come hanno dimostrato le oltre dieci patch rilasciate nella sola stagione beta pre-lancio.

Giocando diverse partite multigiocatore non sono apparse particolari situazioni di sbilanciamento tra le razze, e le transizioni tra le varie fasi di gioco e le unità ottimali da mettere in campo sono state studiate con una certa intelligenza; inoltre la maggiore diversificazione delle stesse ha reso l'esperienza di gioco globale più fluida e aperta all'improvvisazione.

Per quanto riguarda il comparto tecnico questo risulta eccellente; in maniera decisamente concreta Blizzard è riuscita a confezionare un titolo bellissimo da vedere e dalle performance ottimali. Anche con un computer vecchio di un paio di anni è possibile godere di risultati più che soddisfacenti sia per quanto riguarda il frame-rate che per la definizione delle texture.

Meritano un elogio particolare le musiche e il comparto audio in genere: il titolo è completamente tradotto in italiano e con risultati più che decenti. Gli amanti del doppiaggio originale non devono comunque abbattarsi, infatti qualsiasi sia la versione del gioco acquistata, sia digitale o retail, è possibile scaricare il client del gioco direttamente dal sito ufficiale Blizzard in qualsiasi linguaggio.

Vi possiamo assicurare che la profondità e la qualità delle voci in lingua anglosassone è semplicemente stellare e capace di regalare qualche brivido di puro piacere al giocatore appassionato. Le musiche sono di ottima qualità, le tracce sono moltissime e tutte decisamente significative, dai sottofondi personalizzati per ciascuna razza alle tracce uniche disponibili nella campagna.

 

 

Commento Finale

StarCraft 2 si è fatto attendere, ma il suo arrivo sul nostro pianeta non è rimasto certamente anonimo.

Era difficile, forse quasi impossibile, donare all'umanità un gioco che eguagliasse il successo del predecessore; Blizzard per il momento c'è riuscita, ricatturando lo stesso feeling del passato e spingendolo oltre con una forza inimmaginabile.

Ora non rimane che augurarci che questo periodo di splendore rimanga vivo a lungo.

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