Shogun 2: Total War - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Lunedì 21 Marzo 2011 21:41

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Shogun 2: Total War è l'ultima produzione strategica di una delle software house di maggiore successo per ciò che riguarda questo genere; quella Creative Assembly che, con la sua serie Total War, ha saputo distinguersi dalla concorrenza grazie alla sua incredibile capacità di fondere insieme due visioni strategiche completamente agli antipodi, quella in tempo reale fornita dagli RTS più classici, come Age of Empires e Warcraft, e quella certamente più ricercata degli strategici a turni, come ad esempio la serie Civilization. Scopriamo insieme se anche stavolta la software house inglese è riuscita a preparare il cocktail strategico definitivo.

 

 

 

 

 

 

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Shogun 2: Total War è ambientato nel Giappone dell'epoca Sengoku del sedicesimo secolo, un periodo storico dove il governo dell'isola nipponica non era centralizzato, ma suddiviso in decine di regioni controllate dal proprio Daimyo, l'indiscusso generale dell'esercito.

Il Daimyo della capitale Kyoto veniva espressamente chiamato Shogun, ed aveva un potere superiore a quello di tutti gli altri, ponendolo in una posizione di prestigio al pari di quella dell'Imperatore. Una piccola premessa storica che ci aiuta ad introdurre alcune delle meccaniche del gioco; obiettivo del giocatore infatti, nella campagna per il singolo giocatore, è quello di conquistare un determinato numero di regioni, compresa la capitale Kyoto, e proclamarsi così Shogun dell'intero Giappone.

I clan di appartanenza tra cui scegliere sono nove, ed ognuno di essi, oltre a vantare privilegi specifici, ha anche una precisa regione di partenza che determina in soldoni lo scenario di quel determinato clan. Ogni Clan allo stato iniziale delle cose ha le sue personali alleanze ed inamicizie con le regioni vicine, elemento quest'ultimo che contraddistingue gli obiettivi di partenza di ciascuno, diversificando la campagna a seconda della propria scelta iniziale.

La mappa di gioco, suddivisa nelle tante regioni indipendenti del Giappone feudale, è il fulcro dell'esperienza ludica; turno dopo turno è possibile muovere i propri passi all'interno della regione. Il senso strategico si esprime attraverso innumerevoli attività, poichè al giocatore è infatti richiesto di gestire al meglio le proprie finanze, bilanciando le entrate fiscali a seconda del morale della popolazione; di costruire opere pubbliche ed edifici, per ottenere vantaggi strategici ed incrementi della produzione; allestire l'esercito, elemento cruciale per la la conquista delle regioni vicine; attuare trattative diplomatiche, indispensabili per mantenere l'equilibrio del paese; sviluppare le arti e la disciplina del bushido; gestire la propria famiglia con matrimoni combinati ed incarichi amministrativi; reclutare unità speciali come Monaci e Ninja per operazioni di infiltrazione e spionaggio, che, insieme ai generali, possono essere potenziate incarico dopo incarico grazie ad un ramificato albero di abilità in pieno stile RPG.

Tutte queste attività hanno come scopo quello di ottenere un vantaggio in battaglia che sia determinante, dove la potenza dell'esercito è solo uno dei tanti fattori da tenere in considerazione; ad esempio avere buone alleanze è indispensabile, in quanto consente di concentrare le forze belliche verso il nemico, senza doverle dividere lungo i confini del nostro territorio per paura di attacchi da più fronti. Il morale della popolazione invece ha un ruolo cruciale per la produzione, poichè se questa cala le entrate fiscali diminuiscono e di consueguenza anche il denaro da spendere ad ogni turno per potenziare esercito ed edifici. Ogni elemento ludico di Shogun 2 ha il suo importante peso specifico e soltanto gli strateghi più in gamba sapranno bilanciarli tutti e tenere bene in considerazione ogni singola variabile in gioco.


MOMENTO MIGLIORE

Le fasi iniziali dove ogni piccolo elemento di gioco è sia una grande scoperta che un interessante spunto di riflessione

MOMENTO PEGGIORE

Le perdite di tempo legate ai caricamenti lunghi e alla scompattezza dei menu di gioco

 

 

 

 

 

 

 

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Una volta effettuati i preparativi per la battaglia, il gioco si prepara a cambiare completamente forma, poichè le battaglie vengono giocate in tempo reale in scenari costruiti ad arte per incentivare il vostro acume tattico.

In Shogun 2: Total War non conta tanto la velocità di azione e la micro-gestione delle truppe, quanto il posizionamento strategico, la conoscenza dei punti forti e deboli del proprio arsenale e l'utilizzo dell'ambiente a proprio vantaggio. L'azione si svolge in maniera lenta e ragionata, così da permettere al giocatore sia di avere tutto il tempo per approcciarsi allo scontro nel miglior modo possibile, sia di infondere alle schermaglie un enorme senso realistico in modo piuttosto naturale.

Tra le novità di maggiore peso di questa edizione di Total War troviamo gli scenari d'assedio e la presenza di un maggior numero di unità speciali. I primi sono degli ambienti costruiti per essere giocati quando da parte di una delle due fazione c'è l'intento di conquistare una fortezza nemica; questi stage ricordano per certi versi le sessioni di assedio della maggior parte dei titoli di genere MMO, come ad esempio World of Warcraft. Al giocatore assediante per oltrepassare le difese nemiche, solitamente superiori alla norma, è richiesto il massimo impegno in termini di tempistica e sfuttamento delle risorse umane. Unità speciali come i Ninja sono indispensabili per scalare agilmente le mura difensive ed aprire dall'interno il portone principale; altre come i Cavalieri necessitano di scendere da cavallo per potersi impegnare nelle arrampicate, dimunendo così notevolmente la loro efficacia in combattimento. Il senso tattico vede il suo picco nelle fasi di assedio, ma è comunque richiesto anche nella restante tipologia di scontro; le peculiarità delle unità sono tutte legate in modo naturale al mondo reale, quindi anche i meno esperti potranno con facilità immaginare la situazione tipo più adatta al momento, con alture che avvantaggiano l'efficacia di cariche e armi da tiro, boscaglie che limitano la velocità di unità a cavallo e così via.

Altra fetta dell'esperienza di gioco è rappresentata dalle battaglie navali: quest'ultime differiscono da quelle standard non soltanto per lo stravolgimento di scenario, ma anche per il modo in cui vengono giocate. Le battaglie navali hanno quel pizzico di elementi arcade capace di renderle uniche, con mine e secche da evitare che costituiscono gli ostacoli base tali da impedire il libero movimento delle imbarcazioni; inoltre per avere un vantaggio tattico sul nemico è d'obbligo cercare di porre il vostro fianco davanti alla poppa del nemico, così da massimizzare il numero di frecce o cannonate da sparare. Se aggiungiamo alle variabili appena menzionate la presenza del vento, si capisce perfettamente come queste battaglie rappresentino un piccolo mondo a parte, e non soltanto scontri con una diversa tipologia di unità come spesso accade in altre produzioni strategiche.

 

MOMENTO MIGLIORE

Vedere la propria strategia diventare realtà e dare i frutti sperati è sempre una grande soddisfazione per il giocatore

MOMENTO PEGGIORE

In alcuni frangenti, a causa di un "pathfind" poco curato, si ha come l'impressione di non avere il totale controllo sull'azione

 

 

 

 

 

 

 



 

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