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Runaway: A Twist of Fate - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Domenica 25 Aprile 2010 14:20

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Brian Brasco non è morto: riposa nel proprio loculo in attesa che Gina, il suo amore, lo dissotterri e lo restituisca alla vita.

Questo il preambolo narrativo dell'ultimo capitolo della trilogia di Runaway che, fuor di metafora, sembrerebbe trasporre in guisa drammatizzata il destino delle avventure grafiche. E sì, perché un altro esponente di un genere che sino a poco tempo fa sembrava attaccato alla canna del gas dà il proprio contributo alla rinascita, in grande stile, dei cari, vecchi titoli punta e clicca.

Diciamo subito che A Twist of Fate non ha intenzione alcuna di rivoluzionare il genere, né pretende di essere ricercato come The Whispered World sia stilisticamente, sia giocosamente. Il titolo si preoccupa, invece, di dare una giusta conclusione alla trilogia creata da Pendulo Studios, riproponendo gran parte dei personaggi più importanti della serie aggiungendone di nuovi riuscendo a forgiare, in alcuni casi, figure particolarmente riuscite quali, ad esempio, l'esilarante mimo Marcelo.

Ed è proprio l'estrema ironia la cifra caratteristica di Runaway che pervade tutto il terzo episodio. Fondali bidimensionali e modelli dei personaggi ammantati di cell shading forniscono all'opera una resa visiva di sicuro impatto, estremamente vicina ad un cartoon di qualità, ed un doppiaggio in lingua inglese di livello assoluto mitiga l'assenza di una localizzazione completa, limitata ai soli sottotitoli.

 

 

La longevità del titolo rientra nella media: la difficoltà degli enigmi, stavolta e differentemente dai precedenti capitoli quasi tutti con una certa logica di base, non sfiora mai vette proibitive, e la presenza di un sistema di aiuti in-game permette di annullare qualsiasi patema d'animo.

C'è da sottolineare come Runaway: A Twist of Fate sia un'avventura piuttosto compatta, nella quale diventa fondamentale approcciare i personaggi non giocanti per ottenere da loro preziosi indizi e, qualche volta, persino oggetti dall'importanza vitale.

Le proposte ricreative forgiate dal team di sviluppo vanno risolte come nella più classica delle avventure punta e clicca, mediante la raccolta, l'analisi e l'eventuale combinazione di oggetti, non arrivando mai a stupire per ricercatezza enigmistica.

Eppure una storia sapida al punto giusto garantisce al giocatore di trovare la giusta motivazione nell'inseguire un epilogo lungamente sospirato. Ad ulteriore arricchimento di un ritmo di gioco decisamente sostenuto contribuisce anche l'obbligatorietà di vestire i panni di diversi personaggi nel corso dell'esperienza, un aspetto interessante per scrutare la vicenda narrata da differenti angolazioni.

 

 

Come se non bastasse, il giocatore viene coccolato da numerose finezze: salvataggi automatici quando si ritorna a Windows e la possibilità di vedere i "punti sensibili" delle ambientazioni tramite la semplice pressione di un tasto riescono a rendere ancor più godibile un'avventura di per sé assolutamente fresca e sbarazzina.

La necessità di non poter saltare, in taluni casi, le animazioni del personaggio nell'attimo in cui si decide di esplorare una nuova area di gioco infastidisce relativamente.

 

 

Commento Finale

Runaway: A Twist of Fate rappresenta la degna conclusione della trilogia targata Pendulo Studios.

Un'opera ben realizzata, sicuramente il capitolo migliore della serie.

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