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Napoleon: Total War - Recensione

Scritto da Flavia Boni   
Giovedì 18 Marzo 2010 09:08

Napoleon Total War Recensione

 

Dieci lunghi anni. Tanti ne sono passati da quando, nell’estate del 2000, Creative Assembly irruppe nel mondo videoludico con “Shogun: Total War”, gioco che s’inseriva in modo piuttosto innovativo nel genere strategico, grazie alla sua sapiente miscela tra una parte gestionale a turni e una parte tattica in tempo reale sul campo di battaglia.

Col passare del tempo e in virtù del successo ottenuto, quella di “Total War” è diventata una vera saga che ha attraversato svariati periodi storici con “Medieval”, “Rome”, “Medieval II” e le relative espansioni, fino a giungere nel 2009 a far capolino nell’era della rivoluzione industriale con “Empire” e la successiva espansione “Warpath Campaign”.

Ogni nuovo episodio della serie è stato caratterizzato dallo sforzo di apportare migliorie al prodotto offerto, per mantenerlo sempre al passo con l’evoluzione tecnologica e per affinarne il grado di profondità strategica e di coerenza storica. Con “Napoleon”, i ragazzi di Creative Assembly mostrano di aver fatto tesoro dell’esperienza accumulata in tutti questi anni, riuscendo nell’impresa di innovare significativamente, senza stravolgerlo, il “gameplay” di base rivelatosi vincente.

“Napoleon: Total War” copre l’intero periodo storico compreso tra il 1778, anno in cui il grande Corso lasciò la sua terra natia, fino al 1815, quando la sconfitta di Waterloo ne sancì il definitivo tramonto e il conseguente esilio a Sant’Elena, dove “i dì nell’ozio chiuse in sì breve sponda”.

Al giocatore l’arduo compito di guidare l’uragano Bonaparte nella Campagna d’Italia, contro soverchianti forze austriache, nella Campagna d’Egitto, per la conquista del territorio controllato dai Mamelucchi, e infine nella Campagna d’Europa, nell’invasione della regione tedesca e nella guerra contro Austriaci e Russi. In alternativa, è possibile scegliere una delle quattro nazioni della coalizione europea, Austria, Prussia, Russia e Inghilterra, e cercare di contrastare la formidabile forza d’urto delle milizie napoleoniche.

 

 

Il fatto che il gioco sia incentrato su un personaggio storico, e di tale spessore poi, ha comportato la necessità di apportare importanti correttivi rispetto ai precedenti episodi della serie, in cui risultava molto più facile condurre la Storia verso evoluzioni alternative e si poteva anche incappare in vistosi anacronismi.

In “Napoleon”, invece, l’esigenza della ricostruzione storica sembra prendere il sopravvento e possono determinarsi situazioni in cui il concretizzarsi di eventi indipendenti dal controllo del giocatore, quali ad esempio l’azione della diplomazia, capaci di “forzare” l’evolversi del gioco sui binari della realtà storica. In altri termini, risulta abbastanza difficile mutare in modo sostanziale il corso degli accadimenti effettivamente verificatisi e, se da alcuni ciò può essere considerato un punto di forza, potrà portare altri a storcere la bocca per i minori “gradi di libertà” a disposizione.

Un’altra grande differenza rispetto ai precedenti capitoli di “Total War”, che si dipanavano attraverso interi secoli, è l’arco temporale estremamente ridotto in cui si svolgono gli eventi ricostruiti in “Napoleon”, sette lustri o giù di lì. Per fronteggiare la nuova esigenza, Creative Assembly ha deciso di modificare una delle caratteristiche classiche della serie, la durata di sei mesi per ogni turno, portandola a solo due settimane; gli sviluppatori sono così riusciti a riprodurre le campagne napoleoniche, relativamente brevi, mantenendo nel contempo elevato il numero di scelte da compiere e di fattori da considerare.

Ciò va certamente a vantaggio del ritmo dell’azione e pone il giocatore di fronte alla necessità di ponderare ancora più accuratamente le proprie mosse; non sarà più possibile infatti far ricorso a quella “strategia dell’attesa” che, negli episodi precedenti, consentiva di rimettere in sesto i propri eserciti semplicemente ritirandosi, magari per decenni, in posizione meramente difensiva per accumulare risorse aggiuntive mediante il commercio.

Come da tradizione “Total War”, “Napoleon” è un gioco piuttosto complesso che non può essere affrontato alla leggera, senza un’adeguata conoscenza delle molteplici opzioni tattico/strategiche a disposizione e dei relativi comandi.

I giocatori già navigati troveranno piuttosto facile orientarsi tra le novità introdotte che, pur notevoli, non alterano la filosofia di fondo del titolo Creative Assembly. Per i neofiti, invece, lo sforzo d’apprendimento richiesto è piuttosto intenso anche se, in loro soccorso, giunge un “tutorial” molto amichevole e ben congegnato, che attenua notevolmente l’iniziale, inevitabile disorientamento di fronte alle tante opzioni disponibili ed ai tanti fattori da prendere in considerazione.

Nell’interfaccia di gioco, inoltre, è incluso un sistema di suggerimenti piuttosto utile e completo, che fornisce informazioni di base ogni volta che il mouse viene spostato su icone, pulsanti o schede di unità; mantenendo più a lungo il cursore su questi elementi, poi, si riceveranno suggerimenti più dettagliati.

Restando sempre nell’ambito dell’interfaccia utente, appare senz’altro opportuno sottolinearne l’estrema razionalità e completezza, con i comandi di gestione facilmente accessibili ed una funzionale minimappa a due livelli di zoom; questa si rivela particolarmente utile durante gli scontri armati, poiché consente di visualizzare e tenere sott’occhio non solo le truppe ma anche tutti gli elementi ambientali del campo di battaglia, quali case, ponti ed altro ancora.

Inoltre, al momento di trasmettere i comandi alle varie componenti delle truppe schierate, non vengono a crearsi situazioni di confusione e disorientamento, grazie alla fluidità e alla naturalezza con cui è possibile spostare il punto di vista nell’ambiente 3D.

 



 

Ciò introduce il discorso del motore grafico che, pur rimanendo lo stesso di “Empire”, è stato ottimizzato e spinto verso il massimo delle sue potenzialità, riuscendo a sfornare ottime prestazioni senza per questo risultare più “esoso” in termini di hardware.

Tutti gli ambienti riprodotti, dai paesaggi di campagna alle rappresentazioni degli agglomerati urbani fino alle distese marine, si rivelano quindi molto più godibili e realistici ed anche le battaglie risultano particolarmente più “vive”, grazie ad eccellenti effetti di fumo e di animazione delle truppe. Queste ultime, poi, risentono molto meno della sindrome da “clonazione” poiché Creative Assembly ha fatto ricorso ad un numero molto superiore di modelli di viso che, combinati con vari tipi di tronchi ed arti, forniscono maggiore “personalità” ai vari reparti schierati.

Notevoli migliorie sono state inoltre apportate all’Intelligenza Artificiale, che era stata oggetto di svariate critiche nei più recenti episodi della serie. Tali migliorie hanno riguardato in particolar modo la gestione degli spostamenti delle truppe, che a volte si “impallavano” assurdamente su banali ostacoli ambientali, costringendo il giocatore ad intervenire direttamente per sbloccare la situazione.

L’IA è stata tuttavia rafforzata anche per quanto concerne l’aspetto prettamente tattico, di gestione delle mosse effettuate dagli avversari in battaglia; comportamenti scriteriati o atteggiamenti leggeri e distratti vengono puntualmente puniti e possono compromettere il buon esito di uno scontro.

La capacità di analisi dei punti deboli dello schieramento del giocatore è infatti molto elevata, così come la prontezza con cui viene elaborata la mossa che scompiglia i ranghi, magari attraverso l’attacco improvviso a unità isolate o stanche oppure ai reparti d’artiglieria lasciati colpevolmente con poche difese.

Un discorso a parte merita poi il comparto multiplayer di “Napoleon: Total War”, che amplia in misura significativa la longevità del gioco, in virtù dell’introduzione d’intelligenti novità che vanno tra l’altro a impattare anche sul single player. Oltre alla consueta possibilità di scontri tattici online improvvisati, di terra o navali, è stavolta possibile sfidare un avversario umano anche in uno degli scenari strategici storici, con possibilità di guidare eserciti, condurre trattative diplomatiche e gestire risorse economiche.

Ma la novità più succosa ed intrigante è senza dubbio rappresentata dalla possibilità di scegliere di combattere determinate battaglie contro giocatori umani mentre si affrontano campagne in solitario; più di preciso, in prossimità di uno scontro si può decidere di non affrontare l’IA del computer ma di raccogliere la sfida di un altro giocatore, in attesa in Rete e desideroso di combattere quella stessa battaglia.

La nuova creatura di Creative Assembly è disponibile nei negozi in due versioni, una standard ed una “imperiale”, che contiene in più un bel poster sul percorso umano e militare “dell’uom fatale” e, soprattutto, consente di sbloccare alcune unità d’elite aggiuntive di tutte le nazioni coinvolte nelle guerre napoleoniche; esiste anche una versione digitale, sia standard che imperiale, scaricabile da Steam, il cui client va peraltro installato sul computer per validare il gioco anche nel caso di edizione in DVD.

Molto professionale e ben curata la localizzazione italiana che comprende sia il doppiaggio ed i testi sullo schermo sia il manuale di gioco; sono stati giustamente lasciati nelle lingue originali, invece, i comandi e le grida lanciati da ufficiali e soldati durante le fasi di combattimento, comprese le fodrasi in italiano pronunciate dai militari del Regno di Savoia.

 



 

 

Commento Finale

“Napoleon: Total War” è un gioco bello, vasto e complesso che si fa apprezzare per l’accuratezza della ricostruzione storica, per la profondità degli aspetti strategici e gestionali e per l’elevata qualità della realizzazione tecnica.

E’ chiaro che si tratta di un titolo che si rivolge ad una fascia di pubblico particolare, che ama immergersi in miriadi di valutazioni gestionali, diplomatiche e tattiche e che affronta la sfida con l’opportuno grado di concentrazione e di tranquillità, unico modo per evitare brucianti e frustranti sconfitte anche ad un livello di difficoltà non elevato.

Le nuove opzioni multiplayer introdotte aggiungono interesse al gioco e ne accrescono la longevità, che anche nella campagna in solitario, comunque, si rivela elevata perché si crea nel giocatore lo stimolo ad affrontare le situazioni su fronti differenti o effettuando diverse scelte strategiche.

90/100

 

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