Colin McRae DiRT 2 - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Lunedì 21 Dicembre 2009 16:29

Colin McRae DiRT 2 - Review PC

 

DiRT 2 è il perfetto esempio di videogioco moderno.

Da quando Electronic Arts ha cominciato a spingere sull'acceleratore in direzione di una maggiore spettacolarizzazione dell'opera ludica, la maggior parte delle software house ha tentato, chi più, chi meno, ad immettersi senza pietà nella scia del colosso americano, trafugando idee manco fossero sciacalli e fotocopiando le scelte stilistiche di una società che, prima delle altre, aveva capito l'importanza della presentazione di un prodotto.

Conscia di ciò, Codemasters è stata in grado di adattarsi, negli anni, a questa nuova concezione del medium interattivo più amato da Shigeru Miyamoto, ed il primo capitolo della serie ad essere uscito successivamente al trapasso del leggendario Colin McRae pone di diritto gli sviluppatori inglesi perlomeno sul podio dei team più capaci nell'allestire una produzione chiaramente figlia di tale tendenza.

 

Laddove manifestazioni ludiche concettualmente similari mirano a consegnare al fruitore un'interfaccia giocosa piuttosto scarna ma, al tempo stesso, diretta ed immediatamente funzionale, l'ultima creazione del team che ha dato i natali a Micro Machines diviene lirica di quella che è l'esperienza agonistica vissuta da un pilota di rally dannatamente bravo ed incredibilmente affabile, esploratore motorizzato dei cinque continenti in cerca di successo, oltre che di soldoni.

Una riproduzione quasi certosina di una routine lavorativa che, correlata alle scelte musicali operate dai tecnici Codemasters, delinea attimi pre-gara decisamente sopra le righe. Le avventure velocistiche del nostro alter ego divengono ostentazione audiovisiva di una grandiosità esaltata a più riprese dalla voce dello speaker, odiosamente simile a quello presente in uno qualsiasi degli ultimi Burnout, sempre premuroso nel porre in evidenza le vittorie di colui che, invece di avvicinarsi alla figura di un povero sfigato assatanato di fama, sembra più un eroe omerico.

Fortunatamente, tutta l'opulenza manifestata negli istanti immediatamente antecedenti alla gara viene riproposta per tutta la durata della parte giocata. Graficamente attraente, la versione PC di DiRT 2 sfrutta in maniera degna le nuovissime DirectX 11, sebbene oltre ad una migliore gestione degli effetti di luce, ad un ottimo algoritmo di cloth tesselation e ad un elaborato sfruttamento di post processing non ci sia nulla, o quasi, che faccia gridare al miracolo rispetto a quanto già apprezzato su console; un effetto collaterale, questo, chiaramente esplicabile sottolineando l'ovvia inesperienza nello sfruttamento delle nuove API Microsoft.

Ma le qualità dell'ultimo titolo non vanno ricercate nel solo luccichio audiovisivo, ed aspetti fondamentali quali giocabilità e longevità dell'esperienza ludica riescono a soddisfare le aspettative di coloro i quali sperano di trovarsi viso a viso con una produzione di livello assoluto, in piena tradizione Codemasters.



L'ennesima evoluzione dell'Ego Engine vede confermare la spiccata propensione del motore in questione a sintetizzare una realtà corsistica verosimile e godibile, fruibile in decine di differenti competizioni distribuite lungo l'intero globo terracqueo: gare su sterrato point to point si inframezzano a lotte all'ultimo sorpasso e ad un paio di variazioni sul tema quali il Last Man Standing ed il Gatecrasher, una modalità in cui devono essere abbattuti un numero significativo di cartelli affinché il giocatore possa garantirsi un tempo finale in grado di condurlo al trionfo.

La possibilità di settare i veicoli, poi, aggiunge quel pizzico di pensiero laterale ad un'esperienza altrimenti quasi interamente votata a del sanissimo divertimento arcade.
E se il gioco in solitario mantiene desto l'interesse dell'homo ludens lungo tutta la durata della carriera, riuscendo a potenziare e a migliorare quanto di buono riscontrato nel prequel, è nel multiplayer online che DiRT 2 stacca nettamente il proprio predecessore.

Laddove nel primo episodio si lottava soltanto contro il tempo, in questo secondo capitolo la battaglia si dipana ruota a ruota, assieme ad un massimo di otto giocatori.
A premiare il fruitore per le sue imprese ci pensano, in qualsiasi modalità, una serie di sfide Modern Warfare style che permettono di sbloccare punti esperienza utili a riempirsi le tasche di nuove competizioni e qualche gustosa ricompensa extra.



DiRT 2 è certamente un regno pieno zeppo di ricchezza per gli occhi e divertimento per le stanche membra del player medio, dicevamo, ma non manca di piccoli difetti che, vuoi per un verso, vuoi per un altro, allontanano il titolo dall'eccellenza qualitativa.

Innanzitutto, non tutte le varie discipline corsistiche proposte si dimostrano, alla lunga, ricreativamente appaganti. Sebbene graziate il più delle volte da un lodevole track design, alcune specialità (quelle coi truck e le buggy, ad esempio) non reggono il confronto con le declinazioni velocistiche più classiche e maggiormente intense spiattellate in faccia al voglioso corridore dall'opera Codemasters.

Questa difformità di valori va certamente inquadrata nel tentativo di garantire un'esperienza ludica il più possibile diversificata e stratificata, ma è indubbio che alcune parti del gioco necessiteranno di una maggior cura ed attenzione, qualora volessero essere riproposte in un prevedibile sequel. Analogamente fastidiosa potrebbe risultare, ad una certa porzione di appassionati, la poca rilevanza dei danni subiti dai veicoli: sebbene sia possibile buttare all'aria una gara in seguito ad una collisione molto violenta, è parimenti riscontrabile come, per ammaccare consistentemente il mezzo, occorra entrare a contatto numerose volte con gli elementi sensibili del tracciato (avversari inclusi).

 

 

Commento Finale

Codemasters conferma la sua bravura nel realizzare titoli corsistici tecnicamente magistrali ed egregiamente realizzati. Colin McRae DiRT 2 saprà sicuramente regalarvi ore di divertimento, sebbene non sia in grado, essenzialmente, di guadagnarsi l'eccellenza: alcune modalità leggermente sottotono e l'aggiunta di elementi ludici discutibilmente implementati fanno ritornare sulla Terra un titolo che, considerando la qualità costitutiva del pacchetto tout court, avrebbe potuto conquistarsi un posto accanto alle grande produzioni del genere racing.

84/100

 

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