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Civilization V - Recensione

Scritto da Fabrizio Pellegrini   
Martedì 26 Ottobre 2010 13:26

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Non è semplice riuscire ad evolvere in maniera intelligente un franchise pluridecennale come quello di Civilization, senza tradire i principi cardine della storia del brand e le aspettative dei fan di lunga data, quasi sempre poco avvezzi a cambiamenti drastici della formula base.

Riconosciuta unanimamente come una delle più longeve saghe strategiche che la storia del videogioco conosca, la lenta ma inesorabile deviazione del marchio verso un'esperienza maggiormente votata ad una fruizione sbarazzina e avulsa da quel pingue numero di sovrastrutture giocose mediante le quali Sid Meier, col quarto capitolo delle proprie scorribande ludiche nella storia, aveva sfamato i giocatori di mezzo mondo, è servita ad avvicinare alla saga una buona fetta di utenza precedentemente poco avvezza allo strategico troppo complesso e articolato.

La presentazione del gioco sprizza semplificazione da ogni poro, in particolar modo concentrata nell'agilità mediante la quale è possibile spostarsi da un menù all'altro, mentre la potenza sfoggiata dal motore grafico apparecchia un banchetto visivo pienamente apprezzabile anche dai cultori dell'orpello grafico ad ogni costo.

 

 

 

 

In apparente slittamento di intenti nei confronti di tale magnificenza tecnologica, Civilization V si manifesta come un'opera che, dopo Revolution, riesce a strillare a piena voce il ritorno a quella semplicità tipica delle prime disamine digitali targate Civilization, introducendo nuovi elementi in una formula decisamente consolidata alla luce del grande successo riscosso in tutti questi lunghi lustri di onorato servizio.

Una delle variazioni più evidenti che emergono sin dalle prime, timide escursioni nelle meccaniche di gioco è la suddivisione della mappa del mondo in esagoni, laddove nei precedenti episodi della serie l'intera planimetria ludica veniva frazionata in meno spigolosi quadrati. Le ripercussioni sul gameplay sono, come ovvio, decisamente evidenti: l'accerchiamento esalaterale delle unità combattenti e delle città protagoniste del titolo distribuito da 2K apre al giocatore nuove strategie di avvolgimento mirato alla sperabile dominazione dell'avversario. L'impossibilità di posizionare più di una milizia su un punto qualsiasi della mappa, con conseguente menomazione della potenza di fuoco esercitabile per turno rispetto al passato, fa il paio con la talvolta decisiva capacità degli agglomerati urbani di rispondere all'assalto dei nemici, espletata mediante il bombardamento entro un range di caselle perimetrali all'insediamento civilizzato stesso.

La gestione della propria politica riveste, in questa quinta edizione, un ruolo decisamente importante in quanto, oltre ad avere effetti diversi (e cumulabili) molto vantaggiosi, offre la possibilità di vincere la partita adottando ed applicando, in ogni diversa specializzazione, cinque differenti strategie governative. Ogni albero deputato alla gestione delle res publicae possiede diverse sottosezioni colonizzabili dal giocatore tramite corretta dilapidazione di punti cultura, ottenibili costruendo città e strutture, stringendo alleanze o coccolando i propri cittadini.

 

 

 

 

Un'altra succulenta novità è rappresentata dalla presenza delle città-stato come, ad esempio, Budapest e Ragusa, le quali offrirono risorse ai popoli capaci di esaudire le loro richieste, mostrandosi generose con il popolo donando oro o unità. Ovviamente, queste mini realtà territoriali possono essere distrutte in maniera analoga a tutte le altre civiltà.

Così come negli altri titoli della saga, la diplomazia ricopre un ruolo fondamentale nell'economia generale del gioco; intrecciare buoni rapporti con le popolazioni vicine garantisce sostegno economico e militare in caso di necessità, mentre sfoderare un piglio da colonizzatore rende decisamente bollenti i confini statali.

Le condizioni di vittoria, decisamente similari a quelle già apprezzate nel corso di tutti questi anni di Civilization, includono trionfo tecnologico, diplomatico, politico e militare. Quest'ultimo, in particolare, ha però subito una importante variazione: anziché dover assorbire (o distruggere) ogni città avversaria, è sufficiente conquistare le sole capitali nemiche per aggiudicarsi la partita.

 

 

 

 

Ad aumentare la già infinita longevità del gioco ci pensa la modalità multiplayer, che permetterà di sfidare altri giocatori tanto in locale, quanto online. Le meccaniche che sottendono il gioco in linea sono le medesime apprezzate nelle sessioni per giocatore singolo, con i vari avversari in grado di sfidarsi l'un l'altro per mezzo di una serie di turni "a tempo" entro i quali ogni giocatore può eseguire le proprie mosse strategiche. Il ventaglio di opzioni selezionabili, inoltre, concede ai partecipanti la facoltà di personalizzare, in maniera abbastanza sensibile ma non sempre ottimale, le varie partite. A titolo esemplificativo, l'impossibilità di organizzare partite online con molti giocatori su una mappa di dimensioni piccole fa storcere, e non di poco, il naso.

 

 

Commento Finale

Civilization V è splendido. Graficamente inappuntabile e sostenuto da un gameplay che, sebbene leggermente semplificato rispetto al quarto episodio nominale della serie, rimane decisamente coinvolgente, la nuova produzione di Sid Meier non deluderà nessuno, anche alla luce di una longevità quasi infinita.

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