ArmA II - Recensione |
| Scritto da Daniele Pavia | ||||
| Venerdì 10 Luglio 2009 14:04 | ||||
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Dopo Operation Flashpoint e ArmA, Bohemia Interactive Studios tenta il colpaccio con il suo nuovo tactical shooter ArmA II. Con una campagna in solitario di buona levatura, un multiplayer massivo ed il fido motore Real Virtuality dalla sua, lo studio che nel 2001 fece impazzire gli amanti del genere SimWar cerca di portare alla ribalta il suo prodotto di punta - quindi, armati fino al collo, caliamoci in questa forgiante esperienza. Innanzitutto una premessa: nel genere simulativo ArmA conosce una scarsa concorrenza di egual livello, ma questo non è un caso. BIA, lo studio australiano di Bohemia Interactive, ha prodotto dei simulatori di addestramento militare - VBS1 & 2 - in collaborazione con il corpo dei Marines, poi venduti ad organizzazioni militari e governative di mezzo mondo.Sebbene ArmA II sia un titolo con aspirazioni decisamente più ludiche rispetto ai succitati simulatori, la complessità e lo spessore del titolo lo rendono assolutamente proibitivo al giocatore medio in cerca di fragfest. Per quanto tale prefazione possa apparire scontata, vista la tipologia del prodotto recensito, è bene sottolinearlo con enfasi: questo non è un gioco nel senso stretto del termine.
Prendere confidenza con gli innumerevoli menù, i comandi di guida dei mezzi aerei e con le mille sfaccettature del warfare così com'è qui riprodotto è cosa impegnativa e strettamente necessaria prim'ancora di muovere i primi passi. Non v'è alcuna possibilità di inserimento immediato nelle meccaniche di gioco per chi non abbia già confidenza con Operation Flashpoint o con il precedente ArmA: Armed Assault. Dopo la dovuta introduzione passiamo alla disamina. ArmA II è un prodotto complesso e ambizioso che non manca in quanto a lacune ed imperfezioni. L'intelligenza artificiale è alquanto altalenante - vedere camerati e nemici scivolare dall'impressionante manovra tattica all'idiozia più totale nell'arco d'un singol batter di ciglia è tutto fuorchè galvanizzante. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, potrete tranquillamente appoggiarvi ai vostri compagni di sventure e lasciare che sia il Team Razor a guidarvi lungo le impervie strade del Chernaus. La campagna in solitario ha diversi problemi che si manifestano sotto le spoglie di eventi scriptati, i quali, con una cadenza talvota deprimente, mancano il bersaglio - non di rado tali eventi non vengono triggerati affatto o restano semplicemente vittime di dinamiche non previste in fase di progettazione e/o svilluppo. Un peccato data la discreta e complessa narrazione. A questo si aggiunge una sostanziale pesantezza del Real Virtuality che, con ogni probabilità, risente di una certa anzianità. Sebbene sia assolutamente fantastico il caricamento in streaming del territorio - un'area vastissima corrispondente a circa 225km² di terreno basato su foto satellitari di un'area della Repubblica Ceca - con una linea d'orizzonte configurabile ad una manciata di chilometri, il motore grafico è come un mammuth fossilizzato: ArmA II fatica a muoversi con felina agilità anche sui sistemi di fascia alta non appena si tenta di godere di un livello di dettaglio visivo lievemente maggiore. E', insomma, intrinsecamente poco efficiente. A questo si sommano sporadici crash e problemi di clipping praticamente inevitabili quando si ha a che fare con un progetto di tali dimensioni. Sicuramente si può celare questa rigidità sotto il pareo della simulazione militare, ma resta di fatto una grossa barriera architettonica che richiederà ore su ore di pratica prima di lasciare al giocatore la sensazione di un, seppur approssimativo, controllo della situazione. Come già rimarcato in precedenza, anche le azioni più banali son tutto fuorché scontate ed accessibili, con conseguente impatto negativo su un'altro aspetto, forse il più importante: il multiplayer. ArmA II è dotato di multiplayer massivo che trasporta potenzialamente centinaia di avatars in mimetica in un mondo fatto di operazioni coordinate, specializzazione militare, bombardamenti a tappeto e manovre diversive. La complessità di accesso alla notevole rosa di azioni, comandi e mezzi di locomozione rende l'esperienza online piuttosto suscettibile a fluttuazioni. Dopo essere saliti su un Blackhawk insieme ad altri commilitoni, pronti ad essere trasportati verso una delle zone calde, è con amarezza che scopriremo che un giocatore alle prime armi ha preso il controllo del velivolo, con l'inevitabile schianto a pochi metri di distanza. Sebbene non sia imputabile al tactical shooter in sé la colpa di certi effetti collaterali indesiderati, vista la delicatezza di certe simulatissime situazioni sarebbe stato gradito, ancora una volta, uno strato di accessibilità maggiore. Ma ArmA II è così: duro e puro. Fortunatamente, tutte le scelte fatte da Bohemian Interactive convergono al nocciolo della questione: ArmA II è esclusivo appalto del giocatore esigente, quello che si camuffa prima di mettersi alla tastiera e che usa il TrackIR per l'headtracking, periferica a cui non manca il supporto. Per la platea di appassionati a cui questo titolo punta la rigidità d'approccio, l'intensità dei combattimenti, l'accesso ad equipaggiamento e veicoli reali, la sterminata e credibile ambientazione non possono che essere elementi di un unico coro: l'immersione. Un enorme grado di immedesimazione raramente rintracciabile nello sparattutto in prima persona quadratico medio. Questa componente è il cavallo vincente a cui lo studio di Praga, con sapiente consapevolezza, affida il compito di far breccia nel cuore di migliaia di appassionati di guerra simulata in tutto il mondo. Basta guardare il numero di servers perennemente in piedi, pronti ad accogliere i volontari di una guerra infinita dove vince solo chi si diletta, per comprendere quanto questa fittizia regione a cavallo dell'Europa dell'Est sia amata.
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