Aion: Tower of Eternity

Scritto da Riccardo Bindella   
Domenica 09 Agosto 2009 10:09

AION

 

Aion: Tower of Eternity è il nuovo mmorpg di NCsoft: famosa nel settore per perle del calibro di Guild Wars, Lineage e Lineage II, la casa koreana sembra veramente intenzionata a mettere più di un bastone tra le ruote a quel'oramai oliato carro armato che risponde al nome di World of Warcraft.

Presstart ha avuto l'opportunità di eseguire alcuni cicli di gioco nella fase di beta testing, cercando di capire principalmente su cosa punterà stavolta Ncsoft per cercare di ritagliarsi ancora una volta, dopo il successo planetario di Guild Wars, un posto di primo piano nell'olimpo dei giochi di ruolo di massa.

C'era una volta la Torre dell'Eternità..

Uno degli elementi meno portanti di una produzione di questo genere solitamente risiede nell'intreccio narrativo, assai diverso dalle produzioni ruolistiche più classiche dove, al contrario, ne dovrebbe rappresentare uno dei punti cardine.

Aion: Tower of Eternity, cerca di distinguersi sin da queste prime battute proponendo un setting ed un climax palpitante che coinvolge da subito il giocatore alle prese con un universo tanto ambiguo quanto affascinante.


Il mondo di Aion, Atreia, era una volta un pianeta prosperoso e vitale, ma dopo la distruzione della Tower of Eternity per mano dei brutali Balaur, guardiani del pianeta divenuti corrotti e assetati di potere, il pianeta è stato coinvolto nel cataclisma che ne ha segnato la frattura in due enormi blocchi alla deriva: Elysea e Asmodae.

La prima scelta che il giocatore dovra compiere sarà quella di decidere per quale delle due fazioni combattere; gli Elyos, equilibrati e senza macchia sono i discendeti di coloro che prima della frattura del pianeta hanno cercato di instaurare una tregua con Balaur. I personaggi appartenente alla razza degli Elyos hanno fattezze angeliche dai colori vivi, grazie alla loro posizione geografica che li colloca più vicini all'unico astro del sistema.

Gli Asmodyan invece discendono da quella frangia meno permissiva e decisamente più bellicosa, ed incolpano gli stessi Elyos per la leggerezza con cui hanno lasciato la Tower of Eternity nelle mani di quello che una volta era il loro comune nemico. Dal punto di vista estetico, la carnagione degli Asmodyan si è imbrunita e gli occhi hanno assunto una pigmentazione rossastra a causa dell'estrema lontanza dal sole.

Nonostante sembri un sistema, quello delle due fazioni, del tutto simile a quanto già visto in titoli come World of Warcraft, c'è da dire che Aion propone un interessante twist: la terza razza, i terribili Balaur, vengono rappresentati come PNG (personaggi non giocanti) e costituiscono la maggiore fonte di PvsE (Players VS Enviroment) del gioco; a tal proposito la novità principale di Aion è quella di proporre drammatiche sessioni di gioco PvsPvsE dove partecipano entrambe le fazioni giocanti e quella non giocante. Purtroppo, a causa della natura limitata della beta, Presstart ancora non può esprimere un giudizio esaustivo su questo interessante aspetto, prerogativa delle fasi più avanzate di gioco.



Una delle qualità del prodotto NCsoft che è stata maggiormente apprezzata è stata la grande capacità di immedesimare il giocatore grazie ad un approccio graduale, mai pesante, e soprattutto sempre gratificante ed in continua evoluzione. 
Aion fa suo un sistema di crescita del proprio alter ego sicuramente classico ma allo stesso tempo molto dinamico. Le principali features (come quella di volare o di esibirsi in PVP) non saranno accessibili da subito, ma seguiranno una scaletta architettata a mestiere, indispensabile per introdurre un titolo di tale caratura anche a quel pubblico rimasto ancora scettico nei confronti delle produzioni ruolistiche di stampo massivo.

Grande immediatezza quindi, a cui si aggiunge una piacevole cura nel dettaglio: i menù sono di facile lettura, mai invadenti, e si lasciano apprezzare con facilità. Scelte minori, ma sempre ben studiate, (come ad esempio una tracciabilità delle quest in forma di testo multimediale e una gestione semplificata delle operazioni di compravendita) consentono sia al giocatore meno esperto di tenere sempre sotto controllo l'azione, sia al veterano di usufruire di tutti gli strumenti di cui necessita quali ad esempio macro e shortcuts.

L'esperienza ludica offerta da Aion dunque scivola via con estremo piacere, grazie anche alle immaginifiche ambientazioni offerte, che rappresentano una continua gioia per gli occhi. Il Lago di Tunapre ad esempio, nella regione di Asmodae, è una vera opera d'arte. Estemamente ben fatti anche i modelli poligonali di personaggi e dei mostri, sempre ben curati e pieni di particolari. Uno standard qualititativo sensazionale quindi quello dettato dal CryEngine di Ubisoft, che non sbaglia un colpo neanche sul fronte
del frame-rate e della scalabilità delle performance.

La bellezza dell'universo di Aion non si limita però al solo aspetto estetico: le musiche realizzate dal team audio, oltre ad essere azzeccate e mai ripetitive, risultano oggettivamente ben strutturate, cariche sempre dello stesso potere evocativo che le ambientazioni richiamano. 
Per dirla in breve, Aion, almeno da un punto di vista esclusivamente tecnico, rappresenta a mani bassi il vero erede di Guild Wars.



E' arrivato ora il momento di occuparsi della parte ludica in senso stretto: sotto questo aspetto, Aion è decisamente un prodotto classico, quindi non c'è da aspettarsi stravolgimenti concettuali rispetto agli standard, così come quelle viste in Age of Conan ad esempio. Le sessioni di combattimento, come quelle inerenti alle quest di gioco, non offrono particolari sussulti in fatto di originalità; il pregio più evidente di questa produzione, come sottolineato anche in precedenza, è unicamente quello di offrire un sistema già collaudato a beneficio di un'utenza più ampia, cercando di rinfrescare il proprio bacino di ammiratori pescando nelle frange i videogiocatori più scettici. 

In tema di personalizzazione del personaggio, all'inizio del gioco è possibile scegliere tra quattro differenti specializzazioni: Warrior (classico tank abile nel combatimento ravvicinato), Priest (cura e supporta le truppe alleate), Scout (agile e voloce, possiede molteplici abilità di natura strategica) e Mage (personaggio dotato di magie elementali dal forte potere distruttivo).

Una volta raggiunto un determinato livello è possibile, compiendo una specifica quest, specializzarsi in un nuovo campo, ramificato in base alla scelta iniziale. Non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che ce n'è davvero per tutti i gusti; inoltre essendo ancora un prodotto non terminato, gli sviluppatori non hanno ancora reso noto quante realmente saranno le specializzazioni presenti nel gioco completo. 

Il combattimento è forse la parte che lascia maggiormente perplessi; d'accordo che si tratta di un prodotto classico, ma questo non significa che lo scontro debba essere statico e privo di elementi fuori dallo standard. 
E' vero che è possibile combattere in volo, ma fin'ora la cosa non è che abbia destato particolare stupore. E' comunque decisamente presto per capire se Aion ha le carte in regola per offrire un sistema di combattimento competitivo, bilanciato ed eterno come quello di altri MMORPG.
Buone notizie invece sul fronte customizzazione dell'equipaggiamento, grazie alla presenza di potenti sfere allocabili in specifici slot presenti nella stragrande maggior parte degli oggetti, in un sistema molto simile a quello già visto in Diablo II. 

Il nostro hands-on termina quì, per ora: Presstart vi rimanda al prossimo aggiornamento dove sarà possibile sviscerare dinamiche di gioco più avanzate come quella del PVE, del PVP e del trade tra i giocatori. 

Stay Tuned!

 

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