Aion: The Tower of Eternity - Recensione

Scritto da Riccardo Bindella   
Venerdì 09 Ottobre 2009 21:15

AION review

 

Aion è un MMORPG di stampo classico molto amato in Asia, il gioco è disponibile in Cina e in Korea da circa un'anno. Dato l'enorme successo ricevuto la casa di sviluppo NCsoft, responsabile di altri famosi giochi dello stesso genere come Guild Wars e Lineage, ha deciso di avventurarsi in un territorio decisamente più ostile rispetto a quello orientale; un Occidente da ormai troppo tempo invischiato dall'indiscusso capolavoro di casa Blizzard, World of Warcraft.

NCsoft non è certo la prima software house a tentare l'impresa di spodestare dal trono sua maestà WOW, missione quest'ultima resa ancora più ardua dalla struttura stessa del genere, studiata ab origine per mantenere alta la fedeltà del suo pubblico giocante, limitando le sperimentazioni della community verso le alternative offerte dalla concorrenza.

Il lettore di Presstart è saggio quanto basta da capire perfettamente che sviscerare un Mmorpg nelle sue dinamiche più profonde è di fatto impossibile a distanza di soli dieci giorni dalla release ufficiale; tuttavia il tempo è stato sufficiente per capire e determinare con chiarezza quali siano le effettive armi a sua disposizione per farsi valere nei confronti degli altri esponenti del genere.

Come Guild Wars prima di lui, il primo punto forte di Aion è senza alcun dubbio la componente estetica; come già abbondantemente descritto nell'anteprima di Settembre, lo scenario che fa da cornice all'epica avventura è di qualità assoluta: i termini suggestivo, immersivo ed evocativo non bastano per definire il coinvolgimento visivo verso questa vera opera d'arte per gli occhi; è sufficente il cielo, con le sue costellazioni, con i suoi giochi di sfumature cromatiche e con quel lontano ed irraggiungibile orizzonte dominato dai resti dell'antica torre per innamorarsi di questo universo fantastico.

Altro elemento di enorme importanza nell'economia del titolo è l'assoluta credibilità delle ambientazioni; sebbene questo genere videoludico sia naturalmente predisposto ad un'architettura degli ambienti di tipo "copia e incolla", Aion si discosta generosamente dai consumati ed abusati clichè, offrendo in dote ai giocatori locazioni fortemente variegate sul piano strutturale.


Scenari capaci di farsi rispettare anche grazie alla trama, anch'essa originale e mai scontata; la storia di Aion prevede una componente narrativa più intensa rispetto ai dettami del genere e soprattutto più curata della norma, grazie a cutscenes e dialoghi ben scritti apprezzabili fin dalle prime fasi di gioco, dove spesso i giocatori sembrano più maratoneti in corsa per il podio piuttosto che incuriositi e disorientati viandanti.

Questo incantevole sfondo così ben realizzato ha anche il pregio di non essere puramente fine a se stesso, giustificando altresì le principali meccaniche di gameplay del prodotto NCsoft.

Il mondo di gioco, Atreia, è suddiviso in due grandi blocchi, (la storia, per chi volesse approfondire le tematiche, è stata già abbondantemente discussa nel corso della nostra anteprima) Elysea e Asmodae; al giocatore viene chiesto a quale delle due razze appartenere, e conseguentemente da quale dei due enormi semisferi cominciare la propria avventura.

I mondi sono piuttosto speculari così come le quest e, a parte le tinte diverse, anche le locazioni si somigliano in più occasioni. Sostanzialmente, scegliere la razza di appartenenza non ha un grande impatto sul gameplay come in altri giochi dello stesso genere, dove spesso è anche consentito scegliere tra più di due razze.

Per compensare questa mancanza, Aion offre un editor di prim'ordine: risulta forse un pò eccessiva la vasta gamma di corporature, abusata in difetto da certi giocatori solo perchè un modello più piccolo risulta più difficile da selezionare in battaglia, un vantaggio non propriamente indifferente nelle fasi di PVP (player VS player)

Dopo aver scelto razza e forma fisica è possibile selezionare la classe, inizialmente costituita da quattro specializzazioni diverse (Warrior, Priest, Scout, Mage) alle quali poi va aggiunta a partire dal raggiungimento del 10° livello una possibile delle due specializzazioni previste per ognuna di esse. Ed ecco che il warrior diventa Gladiator se desidera specializzarsi nei danni a zona, o Templar se predilige il ruolo di tank, che in gergo è lo scudo umano adibito a subire i danni degli avversari. Allo stesso modo lo Scout, per la cronaca la classe utilizzata in sede di questa recensione, diventa Assassin, temibile combattente in 1vs1; oppure Ranger, abile negli attacchi a distanza ed esperto nell'uso delle trappole.



La scelta di NCsoft di limitare la scelta ad 8 specializzazioni, se pur carente per creatività e quantità, è certamente apprezzabile da chiunque cerchi un roster di classi solido ed equilibrato, che non peschi a casaccio nel cilindro della fantasia per sorpendere a tutti i costi il suo pubblico.

Finiti i preparativi si scende finalmente sul campo di battaglia; in questo campo la struttura di Aion è decisamente classica, i PNG (acronimo di "personaggi non giocanti") ci affideranno quest a ripetizione, la maggior parte di esse opzionali ma comunque utili per accumulare esperienza, oggettisti e pecunia extra. C'è sicuramente da sottolineare la notevole praticità dei menù utilizzati, che renderanno facile ed inutitivo tenere sotto controllo il proprio quest log e, grazie all'ausilio di un indispensabile dizionario, sarà un gioco da ragazzi localizzare obiettivi e punti di interesse. Tutte queste comodità bene si combinano con l'opportunità di tenere fino a 30 quest in simultanea nel proprio registro, rendendo l'esperienza di gioco incalzante e coinvolgente, con tanto di sintomi da abuso di sostanze stupefacenti annessi.

Aion, per i primi 10 livelli, è una continua ruota senza intoppi dove il giocatore viene portato a divorare letteralmente l'esperienza di gioco senza sosta. Arrivati all'Ascension, fase che prevede la concessione dell'abilità del volo e l'apertura di una nuova zona esplorabile, le cose cominciano ad essere via via meno interessanti. La progressione del nostro alter ego è rallentata da un rapporto esperienza/tempo non più esattamente ottimale, che lascia spazio a ripetitività e "grinding" (pratica molto arcaica del genere Mmorpg dove il giocatore è impegnato nell'uccisione dello stesso tipo di mostro per ore e ore senza uno scopo diverso dalla progressione del proprio personaggio).

L'integrazione del volo nell'equazione globale inoltre non è ancora nulla di così rivoluzionario, andando quindi a modificare di poco l'esperienza vissuta fino a quel momento.
Sicuramente meglio l'introduzione di alcune nuove features quali il crafting, ossia la possibilità di imparare un mestiere, grazie al quale è possibile forgiare armi e armature, tessere o addiruttura cucinare; così come l'ingresso delle utilissime agenzie di compravendita, grazie alle quali è concesso vendere ad altri giocatori e comprare dagli stessi qualsiasi oggetto di gioco, il tutto regolato da meccaniche del tutto simili a quelle reali basate sul valore di domanda ed offerta.

Il reale problema di Aion è che la maggior parte dei suo aspetti fondamentali sono determinati dal livello del proprio personaggio, soprattutto nelle fasi successive al 10° livello, dove è ancora piuttosto basica la customizzazione per vie trasverse derivata dall'utilizzo di Manastone, pietre che aumentano la capacità del proprio equipaggiamento; e Sigma, sistema di allocazione di abilità alternative acquisibile dopo il 20° livello.



 

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