Medal of Honor: video per la campagna single-player
Call of Duty: Black Ops - le nuove modalità multiplayer in video
Yakuza 4 si mostra in video
Mortal Kombat: Shadow Trailer
Brink: Il quarto video diario
Un video per la demo di Assassin's Creed: Brotherhood
Sherlock Holmes DS: il Mistero della Mummia - Recensione |
| Scritto da Riccardo Pellegrini | ||||
| Giovedì 30 Aprile 2009 00:00 | ||||
|
Per Presstart, Sherlock Holmes DS si distingue dalla massa di mercanzia digitale che trabocca dagli scaffali dei negozi. Per Presstart, Sherlock Holmes DS si differenzia incarnando tutta quella serie di elementi capaci di elevarlo a nuovo paradigma da emulare qualora qualsiasi futura opera volesse risultare degna di essere catalogata come "storica". Per Presstart, insomma, Sherlock Holmes DS è il perfetto esempio di codice binario che avrebbe fatto meglio a rimanere confinato nella propria dimensione temporale originaria. Se già sette anni fa su PC aveva largamente deluso per ampollosità retrò e scelte concettuali decisamente discutibili, oggi la creazione di Frogwares manifesta in toto potentissime capacità soporifere, ergendosi portatrice sana di sintomi collaterali dannatamente simili a quelli, fantozziani, ravvisabili visionando le monocromatiche scene de La corazzata Potemkin. Pur senza la celebre scena della carrozzina, il titolo riesce infatti nella non facile impresa di far addormentare anche il più coriaceo dei giocatori, sedimentando le sue ambizioni sul brullo terreno dell'indagine investigativa e proponendo un Holmes prigioniero delle maglie di una tessitura narratologica in cui il peso del tempo ha un impatto specifico tanto marginalmente positivo nella trama, basata su tematiche fortemente correlate all'Egittologia, quanto dannatamente negativo in funzione degli ingranaggi ludici proposti, nati essenzialmente già vecchi. Ed è un vero peccato che la miscela finale sia questa, considerando la discreta lunghezza del game e l'efficacia con la quale l'intera esperienza è stata trasferita da mouse a pennino: navigare fra i vari menu è semplice, veloce ed intuitivo. Inoltre, la presenza di tutti i dialoghi ed i commenti digitalizzati della versione originale, compressi con risultati altalenanti, rende questa riedizione portatile praticamente indistinguibile dalla controparte Personal Computer. Sigh.
|