Grand Theft Auto: Chinatown Wars - Recensione

Scritto da Riccardo Pellegrini   
Venerdì 20 Marzo 2009 01:00

GTA: Chinatown Wars - Recensione

 

“Migliaia di persone si trovano chiusi in camera propria quando, nei meandri più reconditi della propria corteccia cerebrale, un mix imprescindibile di pixel e musica made in GTA comincia a creare dipendenza digitale”.
No, non è un estratto di un becero racconto horror. Era semplicemente il 1997, e gli spostamenti quotidiani non permettevano di godere di Grand Theft Auto a piacimento. Un unico pensiero univa i videogiocatori dell’epoca: desideravano avere parte di quel micromondo, oramai domesticamente acclimatato, in una dimensione altra, tascabile, più intima, capace di sostituirsi a quella offerta dal migliore dei tubi catodici.
Una voglia ardentissima, nevvero, finalmente soddisfatta grazie a Chinatown Wars.

La formula di gioco fabbricata all’epoca da DMA Design e raffinata da Rockstar Games ritorna possente come mai in questo primo episodio di GTA per Nintendo DS esprimendo, nella sua elementarità, creatività e ambizione, divertimento ed immersività. Liberty City si ripropone hub di opportunità ricreative capace di accogliere al proprio interno la più classica delle meccaniche free roaming assieme alla fresca magia di uno scatolotto colmo di leccornie ludiche, dispensate stavolta sottoforma di apparentemente innocui minigiochi. Piccole pillole zuccherose che in realtà tratteggiano, assieme alla quasi intimidatoria quantità di proposte giocose veicolate con generosità dal titolo, un orizzonte portatile quanto mai intangibile e sconfinato, capace di provocare, nel giocatore, vertigini emotive già vissute qualche lustro fa. Chinatown Wars è un gioco dall'ampio respiro, che con una trama decisamente più sostanziosa rispetto alla media di quelle proposte dalle produzioni destinate ad handheld avvince e convince, avviluppando inizialmente le falangi del player attorno a costrutti basici quali semplici missioni point to point per poi immobilizzarle grazie ad ariose strutture ludiche concettualmente variegate e giocosamente stimolanti. Consegnare mucchi di remunerativa droga dovendo guidare verso una precisa destinazione braccati dagli sbirri è un'impresa virtuale che soddisfa ed appaga, merito di un modello di guida preciso e convincente; abbattere decine e decine di marrani a colpi di arma da fuoco diviene incredibilmente catartico col versatile sistema di puntamento automatico proposto dal presente costrutto binario.

E se è vero che gran parte del corredo genetico di Chinatown Wars viene ereditato dalle precedenti iterazioni del franchise, è allo stesso modo scientificamente corretto asserire come molti degli sforzi compiuti dal team di sviluppo siano stati indirizzati in maniera evidente verso la sperimentazione, sfruttando le capacità tattili di DS. Integrati perfettamente nel mood di gioco, i diversi minigame che popolano l'universo di questo episodio di Grand Theft Auto rappresentano un’intelligente deviazione rispetto alle meccaniche ludiche standard, apportando il proprio contributo persino quando si tratta semplicemente di avviare un autoveicolo: invece di premere un pulsante ed attendere l'accensione del mezzo, il giocatore è chiamato ad agire sul touch screen della console e a completare, nel minor tempo possibile, le azioni richieste per poter iniziare a premere il piede sull’acceleratore. E così avviene per tante altre situazioni, piccoli dettagli che, pur non stravolgendo assolutamente il gameplay del titolo, confermano la dedizione riposta dagli sviluppatori nella creazione dell’opera. Una passione denotabile anche nella notevole realizzazione tecnica che caratterizza il gioco, un'arzigogolata intelaiatura poligonale finemente renderizzata in cell shading che senza dubbio alcuno rappresenta uno dei punti più alti mai raggiunti su Nintendo DS. Uno sporadico draw-in non riesce a rovinare quel vettoriale panta rei evidenziato dall’incessante fluidità delle diverse tonnellate di elementi tridimensionali sparate senza soluzione di continuità a schermo. Quite impressive.

Eppure qualcosa non convince, malgrado tutto sembri perfetto. La difficoltà generale del gioco è bassa, e la storia principale non mancherà di esaurirsi in poco più di dieci ore. A parziale compensazione della scarsa longevità contribuiscono le modalità multiplayer del gioco, fruibili unicamente offline. Wi-Fi Connection, invece, è sfruttata solamente per interagire in tempo reale con i propri amici sparsi per il globo. 
Le note dolenti non finiscono qui: la peculiare inquadratura dall'alto che contraddistingue la presente iterazione di Grand Theft Auto rende a volte confusionaria l'azione, e l'assimilazione del sistema di riallineamento telecamera mediante pressione del dorsale sinistro si rivela non esattamente immediato. Durante gli spostamenti tramite veicoli, inoltre, il limitato cono visivo obbliga frequentemente il giocatore a gettare un occhio sulla mappa on-screen, rendendo estremamente probabili eventuali scontri con elementi brulicanti sul virtualizzato piano bidimensionale. Come se non bastasse, gli enormi proventi derivanti dalla compravendita della droga finiscono per svilire l'importanza economica delle varie missioni che, in confronto, soccombono clamorosamente per quantità di danari elargiti. E ancora, è possibile cambiare arma solamente interagendo con il touchscreen, una limitazione scomoda in più di un’occasione che non incoraggia certamente l'utilizzo di differenti tipologie di armi durante gli scontri a fuoco. L'intelligenza artificiale dei poliziotti e della feccia di Liberty City è, tutto sommato, particolarmente bassa, non rappresentando mai una seria sfida per il player, e la soundtrack che costituisce le basi melodiche diffuse sulle frequenze delle diverse radio presenti nel gioco si conferma, in ultima analisi, poco incisiva.

Commento Finale

Grand Theft Auto: Chinatown Wars non è un capolavoro. Qualche difetto di troppo ed una longevità non soddisfacente precludono al titolo la possibilità di aspirare ad una elevata votazione globale. Comunque sia, l’ultimo lavoro di Rockstar Leeds diverte parecchio ed è tecnicamente impressionante: considerando l’offerta di titoli analoghi praticamente nulla su DS, l’acquisto rimane fortemente consigliato a tutti.

 

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